di
Vera Martinella
Le conferme su utilità e sicurezza del vaccino contro il tumore alla cervice uterina (e non solo). Il virus HPV è responsabile anche del 60-70% dei carcinomi della bocca (i cui casi sono in aumento)
Alla fine del 2025 tre pubblicazioni «pesanti», sia perché racchiudono i dati di milioni di persone sane e malate sia perché pubblicate su riviste scientifiche prestigiose, sono arrivate alla stessa conclusione: vaccinarsi da giovanissimi contro il Papillomavirus o HPV previene i tumori. Quali? Nello specifico, due nuove revisioni Cochrane mostrano prove solide e coerenti che i vaccini contro l’HPV sono efficaci nella prevenzione del cancro alla cervice uterina e delle alterazioni precancerose, soprattutto se somministrati agli adolescenti (maschi e femmine) prima che siano esposti al virus. Un’altra indagine, completamente indipendente e pubblicata su Jama, fa invece il punto sui tumori della testa e del collo mettendo in evidenza che la gran parte dei nuovi casi di carcinoma dell’orofaringe (ovvero della bocca) è dovuto al Papillomavirus.
Le stime più recenti indicano chiaramente che l’HPV è responsabile di circa il 97% dei tumori della cervice uterina, dell’88% dei tumori anali, del 70% dei tumori vaginali, del 50% dei tumori del pene e del 43% dei tumori vulvari e di circa il 60-70% dei tumori orofaringei. Malattie che diventerebbero molto rare grazie alla vaccinazione offerta gratuitamente nel nostro Paese agli 11enni (e non solo), eppure ad oggi ancora troppo poco sfruttata.
8mila tumori ogni anni in Italia dovuti al virus
Quella da Papillomavirus umano (HPV) è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. Alcuni dei 200 ceppi di virus Hpv, che si trasmette per via sessuale, hanno un ruolo chiave nell’insorgenza sia di tumori che di lesioni precancerose (condilomi genitali) maschili e femminili, mentre altri ceppi del virus sono innocui.
Secondo le stime più recenti in Italia ogni anno sono quasi 8mila i casi di cancro dovuti all’HPV
Le nuove revisioni confermano che la vaccinazione contro l’HPV può prevenire lo sviluppo della maggior parte di questi tumori, soprattutto se somministrata prima dell’inizio dell’attività sessuale (ma è efficace anche negli adulti oltre i 40 anni). Solo la metà dei genitori italiani, però, fa vaccinare i propri figli.
Utilità e sicurezza del vaccino: ulteriori nuove conferme
La prima revisione della Cochrane Library ha incluso 60 studi con 157.414 partecipanti. Gli autori hanno scoperto che tutti i vaccini contro l’HPV erano efficaci nel prevenire le infezioni che possono portare al cancro e ad altre patologie correlate all’HPV, senza alcuna evidenza di gravi problemi di sicurezza. Poiché i tumori causati dall’HPV possono richiedere molti anni per svilupparsi, la maggior parte degli studi non ha seguito i partecipanti per un periodo di tempo sufficientemente lungo da misurarne gli effetti diretti sul cancro stesso. Tuttavia, i vaccini hanno ridotto le alterazioni precancerose della cervice e di altri tessuti nelle persone di età compresa tra 15 e 25 anni, nonché il rischio di verruche ano-genitali.
Effetti collaterali a breve termine come lieve dolore o gonfiore nel sito di iniezione sono stati comuni, mentre gli effetti collaterali gravi sono stati rari e si sono verificati con frequenze simili sia nel gruppo vaccinale che in quello di controllo (ovvero non sottoposto a vaccino).
Vaccinare maschi e femmine prima del rapporto sessuale
La seconda revisione Cochrane ha analizzato le evidenze di 225 studi che hanno coinvolto oltre 132 milioni di persone in diversi Paesi. I risultati mostrano che la vaccinazione contro l’HPV riduce chiaramente il rischio di sviluppare il tumore cervicale, le alterazioni precancerose della cervice uterina (note come CIN2+ e CIN3+) e le verruche anogenitali. I risultati provengono da studi di vario tipo e con diversi periodi di follow-up. In particolare le ragazze vaccinate entro i 16 anni avevano l’80% di probabilità in meno di sviluppare un carcinoma cervicale rispetto alle ragazze non vaccinate. E il pericolo appare minore (anche per le alterazioni precancerose e per verruche) nelle persone che hanno ricevuto il vaccino prima dei 16 anni. «Ora disponiamo di prove chiare e coerenti da tutto il mondo che la vaccinazione contro l’HPV previene il cancro cervicale – commenta Nicholas Henschke, coautore principale dell’indagine –. Una scoperta importante è stata che gli effetti collaterali del vaccino comunemente segnalati, spesso discussi sui social media, non hanno mostrato alcuna prova di un reale collegamento con la vaccinazione».
Insieme, le due revisioni Cochrane forniscono le prove più complete e aggiornate sulla vaccinazione contro l’HPV fino a oggi, attingendo sia a studi su larga scala condotti nel mondo reale sia a rigorosi studi clinici.
I risultati avvalorano la raccomandazione di vaccinare maschi e femmine prima del rapporto sessuale e dell’esposizione al virus per ottenere la massima protezione.
Infine, la revisione pubblicata a dicembre 2025 su Jama ha valutato quasi 14mila ricerche scientifiche pubblicate fra il 2010 e il 2025 sui tumori di testa e collo, un gruppo di neoplasie maligne che possono interessare il tratto aerodigestivo superiore (cavo orale, lingua, labbra, gola, laringe), le ghiandole salivari, le cavità nasali e i seni paranasali.
Tipi di cancro che sono in aumento, specie quelli alla bocca: i carcinomi dell’orofaringe sono infatti cresciuti del 300% negli ultimi 30 anni.
Le cause? Soprattutto, fumo, alcol e Papillomavirus. Il 75% dei tumori della testa e del collo (in particolare cavo orale, orofaringe, ipofaringe e laringe) è dovuto a tabacco e alcolici, con un effetto sinergico: in pratica, il rischio di cancro sale quanto più elevato è il consumo di bevande alcoliche e sigarette e cresce in maniera esponenziale se si fanno entrambe le cose (bere e fumare). L‘impennata di casi di neoplasie della bocca (orofaringe, tonsille, base della lingua) è, poi, in gran parte riconducibile all’infezione da Papillomavirus.
Dolore alla lingua o ulcere che non guariscono, macchie rosse o bianche in bocca, male alla gola, raucedine persistente, dolore o difficoltà a deglutire,
gonfiore del collo oppure naso chiuso da un lato o perdita di sangue dal naso: sono questi i sintomi da non trascurare (se perdurano per oltre tre settimane) per arrivare presto a una diagnosi. Quando la malattia è individuata in fase precoce, infatti, le possibilità di guarigione sono elevate, ma ancora troppi pazienti scoprono tardi la malattia.
12 gennaio 2026
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