La polizia iraniana manda un messaggio alle famiglie
La polizia iraniana sta inviando messaggi di testo ai residenti di Teheran per avvertire i genitori di tenere i figli lontani dai “rivoltosi”. Lo scrive Al-Jazeera.
“Data la presenza di gruppi terroristici e individui armati in alcuni raduni di ieri sera e i loro piani di causare vittime, e la ferma decisione di non tollerare alcun atteggiamento di pacificazione e di affrontare con decisione i rivoltosi, si consiglia vivamente alle famiglie di prendersi cura dei loro giovani e adolescenti”, si legge nei messaggi.
Teheran: “Aperti canali di comunicazione con un emissario americano”
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che i canali di comunicazione con un emissario americano sono “aperti“. Donald Trump nella notte ha detto che l’Iran aveva chiesto di negoziare e che un incontro era in preparazione.
“Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto”, ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato.
Telegraph: “Usa pronti ad attacchi informatici”
Gli Stati Uniti si stanno preparando possibili attacchi informatici contro l’Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran. Lo scrive il Telegraph citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.
Cina: “Contrari alle interferenze straniere in Iran”
La Cina ha espresso la sua piena “contrarietà alle “interferenze straniere” in Iran, interessato da giorni da proteste di massa anti-regime, sollecitando allo stesso tempo che il Paese asiatico possa ritornare a una fase di “pace”. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente amenicano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando “opzioni molto concrete” contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita “tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente”.
Teheran: “Pronti alla guerra e al dialogo”
Teheran è “pronta alla guerra e al dialogo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto, a bordo dell’Air Force One, che “i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione”.
Teheran: “Situazione sotto controllo”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale “sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa” a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che “la situazione è ora sotto controllo totale“. Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri.
Il blackout di Internet dura ormai da più di 84 ore
Il blocco di Internet a livello nazionale in Iran dura ormai da più di 84 ore, mentre continuano le proteste contro il regime scoppiate il 28 dicembre. Lo afferma il monitor Netblocks affermando che gli attivisti stanno cercando di trovare un modo per utilizzare la radio a onde corte, le torri cellulari alle frontiere, i terminali Starlink o i satelliti diretti alle cellule.
Gli attivisti hanno lanciato un allarme affermando che il regime iraniano sta sfruttando il blackout delle comunicazioni come copertura per l’uccisione di massa dei manifestanti.
Teheran: “Proteste alimentate da stranieri”
Le manifestazioni sono state “alimentate e fomentate” da elementi stranieri e le forze di sicurezza “daranno la caccia” ai responsabili. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una riunione con diplomatici stranieri a Teheran. Lo riporta Al-JAzeera, che ha continuato a trasmettere dal Paese nonostante il blackout di internet e delle comunicazioni.
Trump: “L’esercito Usa ha opzioni molto concrete”
Donald Trump afferma che l’esercito americano sta valutando “opzioni molto concrete” per l’Iran. Domani il presidente Usa si riunirà alla Casa Bianca con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine.
Trump ha dichiarato che sta valutando una possibile azione militare contro l’Iran. “Sembra che stiano iniziando a farlo”, ha detto rispondendo ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che gli chiedevano se Teheran avesse superato la linea rossa da lui precedentemente indicata, ovvero l’uccisione di manifestanti.
“Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione“, ha aggiunto il presidente americano.
Trump: “Iran vuole negoziare, si sta organizzando un incontro”
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i leader iraniani hanno chiesto di “negoziare” dopo le sue minacce di un’azione militare, mentre la Repubblica Islamica è alle prese con massicce proteste antigovernative.
“La leadership iraniana ha chiamato” sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo che “si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare”. Il presidente ha tuttavia avvertito che gli Usa potrebbero “dover agire prima di un incontro”.