Un assalto continuo, numeri che crescono di ora in ora e corsie che faticano a reggere l’urto. Non accenna a diminuire la pressione nei pronto soccorso siciliani, presi d’assalto nelle ultime settimane dall’influenza che sta mettendo tutti in ginocchio. Ieri, intorno alle 19, le aree di emergenza di Palermo e provincia erano sature, con in testa il Buccheri La Ferla che ha fatto registrare un indice di sovraffollamento del 375%, la stessa percentuale del Cimino di Termini Imerese. Poche ore prima, alle 15, i numeri erano già allarmanti: 325% il primo e 225%, il secondo. È stata una domenica di passione in tutta la Sicilia, ma Palermo sembra avere pagato il prezzo più alto. Il Civico di Partinico ha toccato il 263% di sovraffollamento, mentre l’Ingrassia ha raggiunto il 246%. Proprio in queste due strutture, che fanno capo all’Asp del capoluogo, saranno subito messe in campo alcune modifiche per garantire un numero maggiore di posti letto e assicurare un’assistenza più rapida. Si tratta di uno degli impegni del nuovo manager dell’Asp, Alberto Firenze.

Allargando lo sguardo al resto della città, sempre intorno alle 19 la situazione restava complessa: 205% al Cervello, 178% al Civico, 163% a Villa Sofia e 124% al Policlinico. Nel primo pomeriggio, invece, le aree di emergenza pediatriche apparivano più gestibili, con il Cervello al 38% e il Di Cristina al 93%, ma nel giro di poche ore gli indici sono saliti al 75% e al 125%. Secondo gli infettivologi, i bambini sono stati tra i primi portatori del virus verso le persone anziane nei giorni di festa.

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