TRENTO. Il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella chiede alla Giunta dati puntuali su mortalità, ospedalizzazioni ed eventi avversi registrati alla Residenza San Vendemmiano di Ivano Fracena, oggi struttura di cure intermedie. L’iniziativa riprende due interrogazioni rimaste senza risposta e nasce dalle segnalazioni di familiari che denunciano, a loro dire, criticità assistenziali e un possibile aumento di complicanze cliniche non attese.
«Alcuni parenti hanno segnalato episodi ripetuti che, a loro dire, testimonierebbero una qualità dell’assistenza non adeguata», spiega l’esponente dei dei, ricordando che le prime interrogazioni sul tema non hanno mai ricevuto risposta.
Zanella ricostruisce anche il quadro amministrativo: «Con nota del 29 ottobre 2025 la cooperativa gestrice ha ammesso di non riuscire, sul piano logistico e organizzativo, ad adeguarsi agli standard previsti», rinunciando di fatto alla funzione di Ospedale di comunità. La Provincia ha quindi disposto una proroga delle attività fino a marzo 2026 e affidato ad APSS il compito di individuare soluzioni alternative per la transizione ospedale-territorio. «A questo punto – osserva il consigliere – è necessario capire se, oltre ai problemi organizzativi, vi fosse anche un’adeguata presenza di personale sanitario».
Nel dettaglio, i familiari parlano di «condizioni assistenziali scadenti», di «un’involuzione clinica non coerente con la traiettoria di malattia attesa» e, in alcuni casi, di esiti fatali.
«Si tratta ovviamente di un punto di vista laico – precisa Zanella – ma quando più persone riportano lo stesso vissuto è dovere dell’Assessorato approfondire». Nell’interrogazione si richiamano esempi concreti di possibili criticità: «Lesioni da decubito, cadute, infezioni correlate all’assistenza, disidratazione, mancato riconoscimento del deterioramento clinico», fino alla ri-ospedalizzazione o al decesso, eventi che la letteratura scientifica collega a una insufficiente “dose assistenziale”.
Da qui le richieste di Zanella alla Giunta: conoscere la dotazione organica di medici, infermieri, OSS e fisioterapisti nel triennio 2023-2025 e le eventuali variazioni; avere i numeri documentati di cadute, ricoveri e decessi, rapportati ai pazienti seguiti; disporre degli stessi dati per le strutture di Mezzolombardo e Ala, «per valutare se a Ivano Fracena vi sia stato un eccesso statisticamente significativo di eventi avversi». Infine, chiede «quale monitoraggio sia stato attivato dopo le segnalazioni», ribadendo che «la trasparenza sui dati è il primo passo per tutelare i pazienti e correggere eventuali criticità».