Di sicuro c’è che la Virtus ha vinto a Venezia, che è campione d’inverno, che giocherà le finali di Coppa Italia da prima testa di serie. Di folle tutto il resto visto ieri a Mestre.
Il primo tempo letargico (-18) e la ripresa euforica (50 a 26), i soli 3’ passati in testa, però al momento giusto, con il sorpasso a 1’37” dal gong, la difesa ritrovata, dopo gli oltraggi della prima metà, e poi anche l’attacco, non limpido, ma irruento. Quanto basta per vincerla, con un epico ribaltone.
La classifica che consegna il primato a fine andata va messa fra parentesi, poiché Il basket italiano sta facendo di tutto per far scendere dalla corriera Trapani, passeggera sgradita per molteplici infrazioni, e oggi probabilmente ce la farà. Si assesteranno le posizioni dietro, non la vetta, raggiunta con l’esaltante rimonta di ieri. Anzi, le due rimonte. Perché la prima era stata respinta (-4 nel terzo quarto, poi riallargata a -13), la seconda no, con un rush finale favoloso.
C’era ancora un -8 a 5’30”, una tripla di Pajola e una di Hackett hanno ridato colore (70-74). Ancora Danny Boy è andato al ferro per il -2 e a seguire Morgan, con un 2+1 da sorpasso dopo un’eternità (75-74). Ancora Matt e Alston l’hanno chiusa. Venezia, magnifica per un tempo (+18), robusta per un altro quarto (+13) s’è dissolta in un’ultima frazione da 7 punti. Qualcosa in trincea stavano combinando.
Ci sarà ora da raccontarla tutta, non tacendo dei primi 20’ peggiori dell’anno. La Virtus senza Vildoza, Smailagic e Diarra è affondata subito e non è più riemersa. La Reyer faceva tutto meglio. Se basta una parola per raccontarla (energia), ogni sua declinazione. Salto, corsa, fame, mira. E così fan tutti. Il primo quintetto parte bene, il secondo meglio, lo strappo al tè è salito a +18. Cassazione o dintorni. La Vu alla moviola va tanto al ferro, ma non l’ infila mai. Questo è l’attacco, la difesa peggio. Secondo tempo. Il proiezionista cambia la pizza. Altro film. È la difesa a reagire.
Con quella, e con 12 di Morgan in 8’, sboccia un -4 (54-58). Respinto, anche perché Edwards, subentrando, fa come prima. Disastri (4/16, alla fine). Wiltjer dà sollievo alla Reyer, che si ripiglia il maltolto, ma l’Olidata ha ancora birra. Niang in cielo le prende tutte (13 rimbalzi), Morgan gonfia un 6/12 senza triple (0/5), Pajola dirige da maestro (6 assist), tutti saltano, rubano e corrono. E non mollano quando le palle perse stanno per generare l’impresa mancata. Che invece no, tiene duro e va a bersaglio.
Reyer-Virtus 75-81
Reyer: Cole 10, Valentine 6, Wheatle 10, Wiltjer 16, Horton 11, De Nicolao, Candi 5, Nikolic 4, Lever 5, Tessitori 8.
Virtus: Taylor, Edwards 11, Jallow 5, Alston 12, Akele 9, Pajola 8, Morgan 17, Hackett 7, Niang 10, Diouf 2.
Note: liberi: R 14/19, V 16/19. Da due: R 20/36, V 22/47. Da tre: R 7/28, V 7/26. Rimbalzi: R 40, V 42. Assist: R 15, V 19.
Parziali: 5’ 12-10, 10’ 23-15, 15’ 35-22, 20’ 49-31, 25’ 54-41, 30’ 68-55, 35’ 72-64. Massimo vantaggio V: +6 finale. Massimo svantaggio: -18 (31-49) al 21’.
Pagelle: Morgan 7.5, Niang 7, Pajola 7, Akele 6.5, Hackett 6.5, Diouf 6, Alston 6, Taylor 5, Edwards 5, Jallow 5.