Un primo turno di qualificazione ostico – per l’accesso al tabellone degli Australian Open, primo Slam del 2026 -, forse tra quelli di cartello più equilibrati, era toccato in sorte al 24enne tennista perugino Francesco Passaro. L’avversario di turno era l’estone in forte ascesa, Mark Lajal, 22 anni, che ha raggiunto la posizione 149 del mondo contro la 140esima dell’italiano che nel 2025 però era riuscito a entrare, seppur per pochi mesi, tra i primi 90 del mondo. La teoria di un incontro complicato ed equilibrato si è trasformata poi sul rettangolo di gioco (infuocato per le temperature di Sydney) in realtà. Un primo set folle, fatto di strappi e ricuciture in quanto a punteggio, fino ad arrivare al tie-break; un secondo set equilibratissimo deciso poi tutto negli ultimi due giochi.
Ma alla fine il tennista perugino – ora allenato dall’ex numero 40 del mondo e giocatore di Davis, Stefano Pescosolido – è riuscito a portare a casa una vittoria che ormai, per gli addetti ai lavori, si può definire alla “Passaro”: ovvero tanta sofferenza, qualche momento di vuoto pericoloso, poi nei momenti che contano con colpi rischiosi e da applausi il ritorno in carreggiata verso il traguardo della vittoria. È troppo presto per dire se la cura Pescosolido farà fare il salto definitivo all’atleta dello Junior Club, ma sta di fatto che l’ottima vittoria arriva dopo un lungo periodo di allenamento e alla prima partita giocata del 2026; e su una superficie (veloce-cemento) dove al momento ha raccolto molto meno rispetto alla terra battuta – come dimostrano i challenger vinti in carriera e le prestazioni ottime agli Internazionali d’Italia -.
La partita: un primo set da brivido
Passaro parte subito bene: tiene i primi due turni di servizio senza concedere palle break, poi sul 2 a 1 riesce a strappare il servizio all’avversario, rispondendo molto bene e picchiando sulle righe con il dritto. Dal 3 a 1 al 4 a 1 è una volata tenendo il proprio turno di battuta lasciando un solo 15 all’estone. Addirittura potrebbe bissare il break del 5 a 1, ma Lajal riesce a rimontare dal 30-40 per poi prendersi il gioco ai vantaggi. Passaro dunque sta dominando e si porta 5 a 2. Primo set pronto per essere archiviato a favore del perugino? No. Perché a quel punto della partita cambia il vento: Mark al servizio si porta sul 3-5. Poi brutto turno di servizio per il perugino che, dopo il primo punto, subisce, complice qualche errore di troppo, 4 punti consecutivi che valgono il gioco. Il punteggio va sul 5-4, poi 5-5 pari. Tutto torna in gioco. Si arriva al decisivo tie-break. Insomma, se non c’è sofferenza non c’è Passaro, che sul 4-4 pari riesce stavolta a dimostrare tutto il suo talento portandosi sul 6-4 per raggiungere il punto decisivo che vale il set con il servizio. Un set a zero.
La partita: secondo set equilibrato deciso nel finale
L’unico sussulto è sul 2 a 1 per l’estone, servizio Passaro: si va ai vantaggi e il perugino si trova a fronteggiare una palla break, ma il braccio non trema e mette a segno due punti consecutivi: 2 a 2. L’incontro va avanti equilibrato fino al 4 a 4. Serve Lajal con qualche difficoltà sulla prima palla: il perugino ne approfitta e domina ma ci vogliono tre vantaggi per ottenere lo strameritato break che lo porta a servire per il match. Come nel primo set. Ma stavolta Francesco non concede nulla: il servizio va a mille e gli schemi sono perfetti: 6-4. Vittoria al primo turno per 7-6, 6-4.
Il secondo turno di qualificazione: l’avversario
Il cammino verso il tabellone degli Australian Open, attraverso le qualificazioni, per il tennista perugino continua a essere ostico: il prossimo avversario è lo statunitense Tristan Boyer, attuale numero 189 del mondo, ma che proprio sui campi di Sydney ha raccolto nel 2025 il suo miglior risultato nello Slam: qualificazione e raggiungimento del secondo turno. Giocatore imprevedibile che al suo esordio in un torneo Masters 1000 a Indian Wells, ha superato il nº 64 ATP Aleksandar Vukic per poi uscire al secondo turno. Va detto che attualmente è in calo, avendo perso quasi 80 posizioni nel ranking ufficiale.