Durante la trasmissione “Black and White” in diretta tutti i lunedì dalle 19 alle 20 su Radio Nettuno Bologna Uno condotta da Alessandro Iannacci, Gabriele Platania e Davide Trebbi, è intervenuto uno dei giocatori del momento della Virtus Bologna: Saliou Niang.
Queste le sue parole a Black and White:
Il momento. “È un bel momento, me lo sto godendo e sono contento. Mi piace come stiamo crescendo come squadra e personalmente come giocatore e persona. Spero siano contenti anche i tifosi e ne approfitto per ringraziarli per il costante supporto”.
Il lato combattivo della Virtus Bologna. “Siamo una squadra molto unita che si aiuta molto. È una delle nostre forze e anche il coach stesso ci dice sempre di lottare fino alla fine. Ed è quello che facciamo quando scendiamo in campo, lottiamo fino all’ultimo. E questo dobbiamo portarcelo avanti per tutta la stagione”.
Le aspettative sulla Virtus in estate. “Mi aspettavo una nuova sfida, l’avevo messo in conto. Sapevo di andare in una squadra di alto livello in cui non mi ero mai cimentato. Ho subito accolto questa sfida. Ora sta andando nei migliori dei modi, ma sono riuscito ad ambientarmi subito. I risultati stanno arrivando e sono contento, ma ora devo continuare così e a migliorare”.
Le rotazioni ed il sacrificio anche sotto canestro. “Sono a disposizione per giocare in qualsiasi ruolo. Cerco di aiutare la squadra, non ho preferenze dove giocare. Do sempre il massimo, se c’è da lottare ci sono”.
Il passo in EuroLeague. “Sicuramente c’è un altro tipo di fisicità e di velocità del gioco. In Eurolega ci sono giocatori di alto livello. Il margine d’errore è molto più piccolo, bisogna fare poche cose ma fatte bene”.
Il giocatore che ha dato più il filo da torcere. “Direi Sylvain Francisco. È incredibile il modo in cui gioca, è velocissimo e ha tanto talento”.
La differenza tra Ivanovic e Galbiati. “Sono due allenatori diversi. Con Galbiati avevo un rapporto anche fuori dal campo. Dusko invece è più serio, istituzionale, vecchia scuola. Non scherza quasi mai. Diciamo che si fa sentire, sa fare perfettamente l’allenatore”.
La sfida con il fratello Cheickh e l’ex compagno Ellis. “Giocare contro Quinn è bello perché siamo sempre stati abitati a condividere lo spogliatoio. Ora siamo nelle due squadre più importanti d’Italia. Abbiamo faticato per essere qui, a lui lo seguo sempre e sono un suo grande fan. Mi piace il modo in cui gioca. È divertente anche in campo perché ci stuzzichiamo.
Mio fratello invece è diverso. Non mi aspettavo di giocarci contro così presto. Non posso che non essere orgoglioso, è stato bello affrontarlo quest’anno. Gli auguro il meglio, deve ancora lavorare e migliorare. Ha preso addirittura il mio stesso numero di maglia: non hanno dovuto cambiarla”.
L’esperienza al Draft NBA. “È stato qualcosa che ho sempre vissuto dalla tv. Ritrovarmi su quel palco è stato incredibile. Quando ci si alza, prendi il cappellino e ce lo si mette in testa è la parte più emozionante. Era la prima volta per me in America e anche aver vissuto quella realtà per quei giorni è stato bello”.
Il rapporto con Momo che dice di essere suo figlio. “Non ascoltatelo. Lo dice sempre. Scherzi a parte abbiamo costruito un rapporto incredibile che è nato con la Nazionale. Lui avendo avuto già esperienza mi ha aiutato molto ad ambientarmi. Parliamo un po’ di tutto e lui è stato una delle prime persone a saperlo”.
La Nazionale ed il gruppo futuro. “Ho visto che ci sono molti giovani e prospetti. È una cosa bella che ci porta a spingerci di più per migliorarci. Con i ragazzi che ho conosciuto quest’estate ho instaurato un bel rapporto. Anche i veterani mi hanno aiutato, non vedo l’ora di fare una nuova esperienza azzurra. Ne ho vissuta una quest’estate e ammetto che non mi aspettavo che fosse così di impatto”.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Saliou Niang, foto Ciamillo-Castoria