di
Pietro Serina
Un’ora di Atalanta, poi affiora la stanchezza e cresce il Torino. Solo a fine recupero il 2-0 con le lacrime del croato per il padre morto di recente
10.01.2026: Atalanta-Torino 2-0 La battaglia in notturna col freddo continua con l’Atalanta che ti accende. Prima della gara il tributo a Emiliano Mondonico, gradito da tutti i presenti (i tifosi ospiti inneggiano alla sedia di Amsterdam), alla fine l’abbraccio da appartenenza a Pasalic. Durante la gara troppe sigarette dove non si può fumare. Per il resto – la sedia di Mondonico ad Amsterdam, le vicende recenti di Pasalic e il divieto di fumo allo stadio – c’è Wikipedia.
LA PARTITA
Toh, l’Atalanta sa anche vincere soffrendo Ecco un altro modo di vincere, e va benissimo anche questo: passando dalla sofferenza. Col Torino – che gioca da Toro solo l’ultima mezzora – l’Atalanta crea, non capitalizza, alla fine soffre tantissimo ma riesce a difendere il vantaggio e al 50’ in contropiede raddoppia con Pasalic. La vittoria è legittima, ma se i granata avessero pareggiato non avrebbero rubato niente. Quindi la caccia alle prime sei continua, il 7° posto è consolidato e il momento d’oro continua: è arrivata la quinta vittoria nelle ultime sei partite (tutte di campionato).
Un’ora di alto livello La spiegazione della gara non è difficile, e passa anche dallo sforzo fisico. Perché Palladino confermandosi tecnico «empatico» ha confermato gli 11 titolari che hanno vinto a Bologna e, tre giorni dopo, la squadra per un’ora ha giocato allo stesso modo, facendo calcio e creando occasioni. Ma quell’Atalanta dominante ha segnato un solo gol. Lo show – dopo cinque minuti di disordine iniziale per le scelte granata (Ngonge centravanti e Zapata defilato verso Ahanor, quindi Scalvini senza avversario) – ha fruttato 5-6 occasioni, ma solo il gol del migliore in campo, Charles De Ketelaere (20 reti e 27 assist in due anni e mezzo, nessuno come lui tra i nati dal 2001 in poi) su assist dalla bandierina di Bernasconi.
Le gambe rallentano, ecco il Toro Poi, dal palo di Zappacosta (50’) a fine partita, è stato un crescendo del Torino. Baroni ha cambiato le punte (molto meglio Adams e Simeone) e la squadra è migliorata, anche perché l’Atalanta è sempre più calata sul piano fisico. Non ci sono stati cambi tattici, ma di gamba sì. E due volte è stato decisivo Carnesecchi per evitare la rimonta granata, in alcuni momenti sventata anche calciando la palla in tribuna. Alla fine, ecco il 2-0, con l’ultima giocata (Scamacca-Pasalic), diventata il momento più bello della serata.
Tre nomi per la serata I simboli della gara sono tre: il portiere che para (Carnesecchi), l’attaccante che segna (De Ketelaere) e l’emozione finale dello stadio per il gol di Pasalic, subito dedicato al padre appena scomparso. Vedere Supermario piangere con la testa e le braccia rivolte al cielo, è stato commovente per tutti i presenti: un momento altissimo che cementa il mondo nerazzurro e, in generale, spiega quanto bene può fare lo sport.
Il calcio è di tutti, ma in modo differente: allo stadio si guarda, dalla scrivania si vede.
IL TABELLINO
ATALANTA-TORINO 2-0
Bergamo, 10 gennaio 2026, ore 20.45 – Serie A, 20° turno (1° rit.)
Reti: 13’ pt De Ketelaere, 50’ st Pasalic.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7,5; Scalvini 6,5 (22’ st Musah 6), Djimsiti 7 (44’ pt Hien 6), Ahanor 6,5; Zappacosta 7, de Roon7, Ederson 6,5, Bernasconi 7; De Ketelaere 7,5 (34’ st Samardzic sv), Zalewski 6,5 (34’ st Pasalic 7); Krstovic 6,5 (22’ st Scamacca 6). (media 6,700). All. Palladino 7.
TORINO (3-5-2): Paleari 7; Ismajli 5,5, Maripan 5, Coco 5; Lazaro 5,5 (40’ st Biraghi sv), Vlasic 6, Tamèze 5,5 (12’ st Ilkhan 6), Gineitis 5,5, Aboukhlal 5,5 (40’ st Njie sv); Zapata 5 (12’ st Simeone 6), Ngonge 5 (12’ st Adams 5,5). (media: 5,571). All. Baroni 5,5.
Arbitro: Fourneau di Roma. Var: Di Paolo di Avezzano 7.
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11 gennaio 2026 ( modifica il 11 gennaio 2026 | 10:23)
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