È morto oggi Giancarlo Cauteruccio, regista, scenografo e attore tra i più innovativi del teatro contemporaneo italiano. Il regista si è spento oggi all’età di 70 anni. Cauteruccio aveva vissuto per decenni a Firenze, dove era arrivato a soli 19 anni e dove aveva costruito gran parte del suo percorso artistico.
Formatosi tra studi d’arte e di architettura, nel 1977 fondò a Firenze il gruppo Il Marchingegno, attivo fino al 1982, con il quale presentò opere performative in alcuni dei principali spazi culturali italiani, tra cui il Politecnico di Torino, il Museo d’Arte Moderna e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Forte Belvedere e Palazzo Pitti a Firenze, oltre a luoghi simbolici come il Castello dell’Imperatore di Prato e Castel Sant’Elmo a Napoli.
Nel 1982 diede poi vita al Gruppo di ricerca teatrale Multimedia Krypton, divenuto successivamente Teatro Studio Krypton, una delle prime e più influenti compagnie italiane di teatro d’arte e di ricerca. Oltre cinquanta le regie firmate in Italia e all’estero, all’interno dei circuiti nazionali e internazionali.
Profondo il cordoglio del mondo istituzionale e culturale toscano. La sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, ha parlato di una perdita che segna profondamente la città. “È con grande tristezza e commozione che ho appreso la scomparsa del maestro Giancarlo Cauteruccio, uomo, artista, amico che ha contribuito alla crescita culturale della nostra città e di tanti giovani che grazie a lui, e al lavoro fatto con la Compagnia Krypton al Teatro Studio, hanno scoperto il teatro contemporaneo, la ricerca di nuovi linguaggi, il teatro come modo di essere e di interpretare il mondo”. Sereni ha ricordato come “con l’arrivo di Giancarlo e l’apertura del Teatro Studio è iniziato un percorso di profondo cambiamento per la nostra città”, sottolineando la sua capacità di “coniugare la scena teatrale con i linguaggi contemporanei e con la tecnologia, restituendo piena dignità anche alla lingua calabrese”. I funerali si terranno in Calabria, mentre a Scandicci sarà organizzata “una giornata in sua memoria”.
“Con profonda tristezza apprendo della scomparsa di Giancarlo Cauteruccio, figura di riferimento del teatro contemporaneo, che da Firenze ha lasciato il segno nella scena culturale nazionale. Sperimentazione e ricerca di nuovi linguaggi sono state al centro del suo percorso artistico, a partire dalla fondazione della compagnia Krypton” dice la sindaca Sara Funaro.
“Giancarlo Cauteruccio è stato un visionario che ha cambiato il volto del teatro contemporaneo. Firenze perde un artista capace di fondere architettura, tecnologia e scena in un linguaggio unico. Dalla fondazione di Krypton alla sua instancabile ricerca, ha segnato la storia culturale della nostra città e del Paese” aggiunge l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini.
A ricordare Cauteruccio è stata anche l’assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti. “Con Giancarlo Cauteruccio il teatro perde una voce libera e visionaria, il cui lascito continuerà a ispirare le nuove generazioni”. Manetti lo ha definito “una figura di riferimento della seconda avanguardia teatrale italiana”, capace di “rinnovare profondamente i linguaggi della scena unendo teatro, arti visive, musica e tecnologia”. Tra i passaggi più significativi della sua carriera, l’assessora ha ricordato anche la collaborazione con i Litfiba agli esordi, “contribuendo alla nascita di quell’immaginario sperimentale che ha segnato una stagione culturale fondamentale a Firenze e in Italia”.
Dal 1992 Cauteruccio era direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci, “guidato come luogo di sperimentazione, formazione e apertura internazionale”, affiancando all’attività creativa anche un intenso impegno didattico in Italia e negli Stati Uniti.
Parole di forte impatto anche dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, secondo cui “con la scomparsa di Giancarlo Cauteruccio se ne va un pezzo della storia della Toscana”. “Calabrese di nascita, ma toscano di adozione – ha aggiunto Giani – perdiamo un protagonista della sperimentazione teatrale e dell’attività culturale della nostra regione”. Giani ha ricordato “la sua inestinguibile e inesauribile vocazione a creare e a sperimentare” e il legame profondo con il Teatro Studio di Scandicci, “considerato come un vero e proprio figlio”. “È una perdita grave per il nostro patrimonio artistico e culturale” ha concluso, esprimendo il cordoglio della Regione alla famiglia e alla comunità artistica.