La puntata di Domenica In si apre con un lungo approfondimento sulla tragedia di Crans-Montana, dove un incendio divampato all’interno di un locale ha causato la morte di 40 ragazzi e altri 116 sono rimasti feriti. In studio, Mara Venier, visibilmente provata, ha dato spazio a una riflessione corale tra dolore e richiesta di giustizia, accogliendo familiari e ospiti chiamati a fare chiarezza sulle responsabilità. Tra le voci più dure e controcorrente, quella dell’avvocata Annamaria Bernardini De Pace, che ha espresso posizioni nette sul piano giuridico e morale.





Le parole di Bernardini De Pace


Nel suo intervento a Domenica In, Annamaria Bernardini De Pace ha usato parole durissime, contestando l’impianto dell’inchiesta: «È sbagliato sotto ogni singolo punto di vista indagare per omicidio colposo. Bisognava indagare per strage».

L’avvocatessa ha chiarito la distinzione giuridica: «Colposo è quando uno non pensa, è negligente e non c’è volontà», mentre «il dolo si ha quando si sceglie di essere leggeri sulle misure d’emergenza».

Poi l’affondo sul contesto: «Il paesino è piccolo, ci sono parentele… possono valere queste vite spezzate il denaro di quei due criminali?». Da qui l’appello a un’azione legale forte: secondo l’avvocatessa: «I legali delle vittime e dei ragazzi ancora ricoverati dovrebbero chiedere 50 miliardi alla Confederazione Elvetica perché la Svizzera deve ritrovare il suo onore, vergognosamente disintegrato in questo incendio, in questa strage».




Ultimo aggiornamento: domenica 11 gennaio 2026, 18:25





© RIPRODUZIONE RISERVATA