Tragedia sul lavoro a Colleferro, dove un operaio è morto schiacciato da un trasformatore di 50 quintali. Il dramma si è consumato intorno alle 14 di martedì 13 gennaio in località Piombinara, in una zona industriale.
Incidente sul lavoro a Colleferro: morto 41enne
Secondo quanto ricostruito, la vittima – un 41enne italiano residente in zona – stava effettuando uno spostamento con il muletto quando, per cause in corso di accertamento, è stata schiacciata dal trasformatore, che non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono sopraggiunti il personale del 118, che ha provato a rianimare l’uomo ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Operaio morto a Colleferro
Presenti anche i vigili del fuoco con la squadra di Colleferro 16/A, al seguito dell’autogru della sede de La Rustica e i carabinieri, che dovranno accertare con esattezza la dinamica di quanto accaduto. Sul posto pure il personale Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) della Asl Roma 5. L’area è stata posta sotto sequestro.
Cgil: “Strage quotidiana che non si ferma”
La Cgil di Roma e Lazio e la Camera del lavoro della Cgil Sud Pomezia Castelli, in una nota, hanno commentato: “Un lavoratore di 41 anni ha perso la vita in un’azienda nell’area industriale di Colleferro. È rimasto schiacciato da un trasformatore mentre erano in corso le operazioni di spostamento con un muletto. È la prima vittima, di cui si ha notizia, del lavoro dell’anno nel Lazio di una strage quotidiana che non si ferma”.
Inoltre, hanno osservato: “Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai familiari, chiediamo che le indagini chiariscano cosa sia successo e le responsabilità anche in relazione ad altri gravi infortuni avvenuti con analoghe modalità ne nostro territorio. Non può essere derubricato tutto alla tragica fatalità. Il Lazio – hanno incalzato – è una regione in cui gli infortuni sono aumentati del 7,5% negli ultimi 12 mesi. Chiediamo che si accenda un faro sui mezzi da lavoro che le lavoratrici e i lavoratori sono costretti a usare per svolgere le loro mansioni. Continueremo a mobilitarci affinché il lavoro non sia più causa di morte e dolore e le istituzioni agiscano con misure concrete per salvare le vite”.