Dai ciclocomputer, ai telai, passando per i rulli, i componenti e gli accessori. Una certezza più che una tendenza. C’è sempre più Cina nel ciclismo che conta. A confermarlo i recenti annunci della squadre World Tour e ProTeam.
In queste ultime settimane marchi come Cycplus e Elilee (Bahrain Victorious), iGPSPORT (Groupama-FDJ United), Magene (XDS Astana Team), Quick Pro (Euskaltel Euskadi), Evolve (Solution Tech-Nippo-Rali), hanno conquistato l’attenzione di tutta la comunità del ciclismo su strada.

La Quick Pro ER:One del team Euskaltel Euskadi
La Evolve Cima (marchiata Rali) del team olution Tech-Nippo-Rali
Un’ascesa crescente, quasi inarrestabile quella dei marchi del paese del dragone che replica gli scenari di altri comparti (vedi auto e moto).
Certo la questione è prima di tutto economica.
Messa in altri termini se paghi le squadre ti stendono il tappeto rosso, ma al tempo stesso devono essere prima di tutto loro, le squadre, a maturare certezze sul piano tecnico.

In sostanza i soldi aprono una porta, ma prima di far entrare un nuovo partner i performance manager verificano, testano, smontano e rimontano il più delle volte lontano dalla luce dei riflettori, a partire da inizio stagione con un occhio già all’anno a venire.
Non è solo una questione di mero denaro anche se come si dice in gergo “i soldi parlano”.
Perché c’è sempre più Cina nel ciclismo? 3 motiviContrazione della domanda interna
Uno scenario che tocca in maniera trasversale la società cinese. Il rallentamento dell’economia è un dato di fatto e la cartina tornasole sono le vendite al dettaglio:
La flessione negativa emerge anche nei bilanci consolidati di diverse realtà che guidano il settore, vedi Shimano, che nel report Q2 2025 (disponibile QUI), conferma quanto rilevato nel primo trimestre: “In Cina, la ripresa economica è rimasta debole, principalmente a causa dell’impatto della prolungata recessione nel settore immobiliare e del crollo dei consumi personali”.

Il surplus commerciale nel 2025 ha superato la quota mai vista di 1.000 miliardi di dollari (fonte: Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Pechino sta correndo ai ripari spingendo le proprie aziende a investire all’estero, aprendo nuovi mercati, per tutelare la tenuta interna.
Nel calderone delle realtà attive in tal senso ci sono anche le aziende del settore ciclo.
Il caso tipo è quello di XDS, il più grande produttore di biciclette cinese, che gode di “un supporto continuo da parte del governo”.
L’arrivo lo scorso anno del marchio in casa Astana non è un caso, ma una necessità.
Da “fabbrica del mondo” a esportatore di capitali e brand
Dietro alla dinamica appena descritta si nasconde un importante risvolto tecnico.
Le aziende cinesi più organizzate negli ultimi dieci/quindici anni, oltre a soddisfare le richieste via via crescenti dei marchi occidentali, hanno saputo investire in ricerca e sviluppo (sempre grazie allo Stato) per non lasciarsi sfuggire le commesse delle grandi firme della bike industry.

Il terzista cinese (o OEM, Original Equipment Manufacturer), ha così portato ad un livello superiore la filiera produttiva. Non più solo stampa in serie dei telai, ma anche high tech: nuove tecnologie, nuovi materiali, consulenza in fase di sviluppo.
Una competenza che ha naturalmente innescato la creazione di marchi proprietari in origine focalizzati sul mercato locale.
2022. Titan Super Bond (TSB) e Bright Laser Technologies (BLT) creano la prima bici cinese stampata in titanio 3D. Foto: BLT
Il post pandemia, la domanda esponenziale di biciclette e accessori, l’entusiasmo crescente verso il ciclismo su strada hanno contribuito a sdoganare i marchi cinesi a livello mondiale.
Il risultato?
Prodotti di qualità “esotici” che sconfessano lo stereotipo del prodotto asiatico inaffidabile e di scarsa fattura al punto da spingere noti marchi occidentali ad acquistare in prima persona i telai per analizzarne la qualità.
Da economico a premium: la performance democratica
L’intreccio delle dinamiche descritte ha finito per innescare un effetto domino.
C’è sempre più Cina nel ciclismo non solo per via dei capitali e del “saper fare”.
Un interessante report diffuso da marketreportanalytics.com ha evidenziato l’aumento dell’attenzione del pubblico nei confronti delle bici da strada e gravel di gamma medio alta.
Segmenti che costituiranno lo zoccolo duro della crescita del settore da qui al 2033. Per tutti i marchi, compresi quelli asiatici.

I movimenti dietro le quinte lanciano stimoli interessanti.
Quick Pro pochi giorni fa ha presentato tre nuove biciclette.
Una di queste, la TR:One, è stata sviluppata in collaborazione con Rolf Singenberger (foto sotto a destra), volto noto della bike industry, che dal 2001 al 2014 ha guidato il reparto Ricerca e Sviluppo di BMC.
Messa in altri termini: un noto ingegnere occidentale al soldo di un marchio cinese. Sono le parti che si invertono…


Insomma c’è sempre più Cina nel ciclismo che conta perché dalle parti di Pechino sanno che la possibilità di aggredire il mercato offrendo prodotti interessanti, sviluppati con criterio ad un prezzo inferiore è reale.
Al tempo stesso il contesto geopolitico instabile, la guerra dei dazi e le differenti dinamiche gestionali del mercato europeo e americano, al momento, sembrano frenare l’avanzata che appare però inarrestabile.
Foto: XDS Astana TeamCina nel ciclismo World Tour: le new entry 2026Cycplus
L’Azienda di Sichuan, fondata nel 2014 dall’ingegnere elettronico Steven Zhou (foto sotto) con il nome di Chengdu Chendian Intelligent Technology CO., LTD. (la ragione sociale di Cycplus), diventata celebre per le mini pompe (vedi QUI) debutta a fianco del team Bahrain Victorius.

Sono proprio le mini pompe a costituire la contropartita dell’accordo.
Elilee
Novità e conferma al tempo stesso sempre in casa Bahrain Victorious: la guarnitura X310 era stata testata al Tour de France e nel finale della scorsa stagione.
Ora è parte dell’allestimento della bici Bianchi del team del Golfo.
Nell’articolo qui sotto tutti i dettagli.
Elilee X310: la nuova guarnitura cinese del team Bahrain Victorious
Sempre più Cina nel ciclismo che conta. L’annuncio della partnership con Bianchi ha messo in evidenza l’allestimento con guarnitura Elilee X310.
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iGPSPORT
Il marchio di Wuhan fondato nel 2012 dalla Wuhan Qiwu Technology Co., Ltd. (la ragione sociale di iGPSPORT) dopo essersi legata a Chris Froome entra a gamba tesa nel World Tour supportando il team Groupama-FDJ United a cui si aggiunge il ProTeam spagnolo Equipo Kern Pharma.

L’accordo in esclusiva prevede la fornitura del ciclocomputer BiNavi (249,90 euro, immagine sotto), dotato di schermo a colori touchscreen da 3,5” accompagnato dal più compatto BSC300T (109,90 euro).
A completare la fornitura la fascia cardio HR50 e la luce posteriore SR Mini dotata di tecnologia radar, una delle soluzioni più piccole al mondo.
Sopra il ciclocomputer BiNavi, sotto la luce posteriore con tecnologia radar SR MiniMagene
La Qingdao Magene Intelligence Technology Co.,Ltd., fondata nel 2015 da Yu Feng e Frank Kong festeggia i dieci anni d’attività in grande stile legandosi all’XDS Astana Team confermando al tempo stesso la partnership con la squadra italiana Solution Tech-Nippo-Drali.

Il marchio cinese, distribuito in Italia da Gist, mette a disposizione del team kazako:
- – il ciclocomputer C606 (prezzo 155 euro);
- – la fascia cardio H613 (49 euro);
- – lo smart trainer T500 (prezzo in euro da confermare);
- – la luce posteriore radar L508 (99 euro, QUI il nostro test)
TRiPEAK: non è cinese, Ma…
L’azienda taiwanese fondata nel 2012 da Pony Ma è specializzata nella produzione di cuscinetti ceramici, pulegge, bilancieri cambio oversize, pulegge, movimenti centrali e altri accessori che promettono di elevare le prestazioni meccaniche della bicicletta.
Il debutto nel World Tour risale allo scorso anno con il team Lidl-Trek.
A distanza di 12 mesi TRiPEAK raddoppia la presenza nel World Tour e si lega all’XDS Astana Team confermando anche la collaborazione con l’Equipo Kern Pharma.
A partire daquest’anno il marchio viene distribuito in Italia da Flowone.

Qui sotto tutti i dettagli delle ultime novità Quick Pro che da quest’anno supporta l’UCI ProTeam Euskaltel Euskadi.
Quick Pro UR One: superleggera con telaio da 630 gr, presentata assieme ad altre 2 novità
Il marchio di Huizhou fa sempre più sul serio. La Quick Pro UR One si colloca al vertice della categoria e promette un prezzo aggressivo.
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