di
Roberto De Ponti

La Federbasket e la Lega hanno preso l’unica decisione possibile per mettere fine alla farsa per il club controllato da Valerio Antonini. Dispiace soltanto per il pubblico siciliano

Il re non solo è nudo, adesso è pure escluso dal campionato. Da oggi gli toccherà fare il guastatore solamente nelle aule dei tribunali ordinari, perché Federbasket e Lega hanno cancellato Trapani dalla mappa della serie A: esclusa dal campionato, cancellando tutti i risultati ottenuti dalla squadra in questa stagione. Il campionato sarà magari falsato (anche se alla fine non è la prima volta che si chiude una stagione a squadre dispari), ma almeno si mette fine a una farsa che ha varcato persino i nostri confini, regalando un’immagine imbarazzante della pallacanestro italiana nel mondo.

Era quello che voleva, Valerio Antonini, autodefinitosi «the king», il presidente re che si è fatto letteralmente installare un trono a bordo campo per vedere meglio i suoi giocatori: io la squadra non la ritiro, se volete mi cacciate voi, così poi potrò chiedere i danni ai giudici. Nel frattempo, rompo tutto. Come fanno i bambini capricciosi. O i sovrani, capricciosi pure loro.
Dopo un braccio di ferro infinito e francamente stucchevole, fatto di debiti non pagati (veri o fittizi), di punti di penalizzazione assegnati come alle estrazioni del bingo, di ricatti e ricattucci, di vittimismo conclamato (la frase «ce l’hanno con noi perché diamo fastidio» è in testa alla hit parade), di minacce di rivelazioni clamorose e, alla fine, di grottesche esibizioni sul parquet, la Fip d’accordo con la Lega ha preso la decisione: fuori dalla serie A, la povera Trapani dalla storia gloriosa (ricordate la scritta «L’Altra Sicilia» sulle maglie, Giancarlo Sacco in panchina e il sogno della serie A?) dovrà ripartire dai campionati a libera iscrizione e ricostruire da zero. In sovrappiù multa da 600 mila euro al club e, giusto per gradire, querela della Federbasket e di Gianni Petrucci nei confronti di re Antonini per aver danneggiato l’immagine della federazione.



















































Valerio Antonini

Presidente di Trapani Sharks, possiede anche una squadra di calcio in serie C

La motivazione dell’esclusione di Trapani dal campionato è stata ritrovata nell’articolo 58 del Regolamento Esecutivo Gare, configurando la presentazione in campo con un manipolo di ragazzini e di senior tutti infortunati dopo 6 secondi di gioco come una «palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, al fine di disputare formalmente la gara e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo».

Quindi campionato a 15 squadre, annullate tutte le partite disputate (vinte o perse) dai Trapani Shark, classifica ridisegnata e una sola retrocessione a fine stagione. Il basket italiano saprà sopravvivere anche a questa imbarazzante situazione, non è la prima e (purtroppo, vista l’aria che tira) non sarà l’ultima volta che una società di basket finisce per aria.
Perché la domanda è: non possono accorgersene prima? Quando per esempio il club viene iscritto al campionato (e infatti Antonini dice: ci avete iscritto, riconoscendo che eravamo in regola…)? Ora cominciano a sbucare qua e là fornitori non pagati, giocatori in attesa di stipendi, oltre che ovviamente quattrini non versati alla federazione.

Di sicuro la contesa proseguirà nelle aule di tribunale. Però c’è un però, sul quale il piccolo mondo del basket si interroga: com’è possibile che ce l’abbiano tutti con Antonini? Le penalizzazioni sono arrivate anche al Trapani Calcio, per gli stessi identici motivi della pallacanestro. E quindi Antonini ha sistemato le pendenze col fisco, come sostiene con toni un tantino wild, oppure quei debiti ci sono ancora? E se quei debiti ci sono ancora, perché stupirsi se la Federbasket applica un regolamento sottoscritto all’atto dell’iscrizione al campionato, con punti di penalizzazione, chiusura del mercato in entrata, multe reiterate? Perché sindaco di Trapani ce l’ha con lui? Perché un tecnico navigato come Jasmin Repesa e il capitano Alibegovic sono scappati?

A oggi, di Trapani rimane il meraviglioso pubblico che sabato era a palazzo per applaudire quattro ragazzini gettati allo sbaraglio senza alcuna pietà dal sovrano degli Shark, e il coro «il buffone dov’è?» indirizzato a un trono vuoto. Che peccato per la Sicilia

13 gennaio 2026 ( modifica il 13 gennaio 2026 | 07:23)