Palazzo Tarasconi di Parma presenta la mostra dedicata al movimento artistico dell’Impressionismo francese e propone una esplorazione delle origini e degli sviluppi dell’Impressionismo, nato ufficialmente nel 1874 a Parigi con la prima esposizione realizzata nello studio Nadar, promotore di un nuovo modo di rappresentare luce, colore e percezione visiva, soprattutto con la pittura en plein air.
Il percorso espositivo accompagna il pubblico in un viaggio tra oltre 70 opere, suddivise in circa 50 dipinti a olio, e una ventina tra acquerelli, opere grafiche e disegni, provenienti da collezioni private italiane e francesi, realizzati da grandi protagonisti dell’Impressionismo.
Tra questi, spicca Claude Monet insieme a Alfred Sisley, Vincent van Gogh, l’italiano Giovanni Boldini, Paul César Helleu, Eugène Isabey, Antoine Guillemet, Pierre Bonnard e molti altri che ne hanno raccolto e sviluppato l’importante eredità.
In occasione del centenario della morte di Claude Monet (1840 – 1926), la mostra valorizza in modo speciale il ruolo centrale e seminale del pittore nel contesto artistico del tempo, presentando un’opera della giovinezza: il dipinto a olio Tempête à Sainte Adresse (1857 ca.), e una della maturità, a lui attribuita: l’olio su tela Les Pêcheurs de Poissy (1882 ca.), offrendo uno sguardo approfondito sulla sua visione, sulle sue tecniche e sull’influenza esercitata sulle generazioni successive.
Accanto a quelle dei maestri impressionisti, saranno esposte anche opere degli esponenti della Scuola di Barbizon, come Jean Baptiste Camille Corot, Théodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, fondamentali per la nascita della nuova sensibilità paesaggistica che ha permeato l’arte dei rivoluzionari pittori francesi dell’800.
La mostra è a cura di Stefano Oliviero.
Didascalia della foto sotto:
Claude Monet, Tempesta a Sainte-Adresse (1857 ca)