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Protagonista della fiction di RaiUno “La preside”, Luisa Ranieri è intervenuta nel programma Radio 2 “Stai Serena” condotto da Serena Bortone e Max Cervelli su Rai Radio 2.
Il personaggio
Come ha sottolineato il regista della fiction Luca Miniero, La Preside è ispirata a una storia vera, quella della dirigente scolastica Eugenia Canfora: «La preside di Caivano è una dirigente che in un luogo molto difficile ha creato una scuola di una bellezza unica» -ha esordito Ranieri – «prima era una discarica, occupata abusivamente da un privato senza locali adibiti per i ragazzi; ha trovato di tutto dentro, anche pistole, meno che la didattica».
APPROFONDIMENTI
L’incontro con Eugenia Canfora
«Quando alla Festa del Cinema Eugenia Carfora ha visto la fiction mi ha detto: “Mi hai rubato tutto”, si è rivista ed era molto emozionata, ci siamo abbracciate a lungo in quel momento. La sua missione era portare i ragazzi a scuola e ha combattuto contro la dispersione scolastica senza perdersi mai d’animo, contro la burocrazia, per riprendersi i suoi spazi, e contro i servizi sociali. Per costruire l’Italia del futuro occorre investire sui giovani, perché i giovani saranno cittadini del futuro», ha commentato l’attrice.
Il rapporto con il marito Luca Zingaretti
«Ognuno lavora nel suo specifico, questa fiction l’abbiamo pensata insieme e affidata a un produttore. Luca si occupa della scrittura, trova gli sceneggiatori, fa il suo lavoro in ufficio e io faccio l’attrice, quindi leggo ciò che arriva. Difficilmente discutiamo ma possiamo avere punti di vista diversi, perché poi lui è anche un attore, quindi lui sa che quando faccio delle osservazioni dico delle cose che lui può capire».
L’importanza di Napoli
«Luca è un grande tifoso della Roma, io tifo Napoli per appartenenza, infatti a casa parlo napoletano perchè voglio che le mie figlie imparino la lingua, e spero che quest’anno il Napoli vinca di nuovo lo Scudetto. Quando vincemmo il primo ero ragazzina, però mi ricordo che abbiamo fatto il giro di tutti i quartieri: c’era la città dipinta, fu anche il riscatto della città che veniva dagli anni difficili delle guerre di camorra».
Un commento su se stessa
«Io sono andata via da Napoli solo per diventare attrice e per questo punto ho lottato con tenacia. Si pensa che chi fa l’attore ha il padre attore o conoscenze varie, io invece ho fatto grandi sacrifici, però l’ho fatto perché ci credevo fortemente.
La recitazione è stata sicuramente la mia più grande terapia ma rimango una persona timida: quando ci sono le scene d’amore in cui devi interagire con l’altro attore, non sono molto a mio agio».
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