Quella che i tabloid britannici hanno ribattezzato con ironia “hug tax” (la tassa sugli abbracci) non è una notizia completamente infondata. Negli ultimi giorni è rimbalzata sui media italiani e internazionali, attirando l’attenzione e, spesso, anche un po’ di incredulità. Ma è vero, negli aeroporti del Regno Unito, e in particolare a Londra, salutare amici o familiari prima di un volo ora ha un costo. La misura è entrata in vigore il 1° gennaio 2026 e riguarda la gestione degli accessi in auto alle zone immediatamente davanti ai terminal aeroportuali.
Ma andiamo con ordine e facciamo chiarezza sul nuovo sistema tariffario e su come funziona.
Bisogna davvero pagare una tassa per salutarsi?
Sebbene la definizione “tassa sugli abbracci” sia una formula giornalistica, la cosiddetta drop-off fee è una tariffa che si applica a chi accompagna qualcuno in aeroporto e desidera fermarsi in auto nelle aree di sosta vicino al terminal, anche solo per scendere e salutare il passeggero prima della partenza.
Nella maggior parte degli aeroporti europei queste aree sono gratuite per un breve periodo (spesso 5–15 minuti) per permettere ai passeggeri di essere accompagnati o prelevati senza costi aggiuntivi. Nel Regno Unito, invece, molte società di gestione aeroportuale hanno introdotto tariffe di ingresso e sosta brevi.
Quali aeroporti sono coinvolti e quanto si paga
Le tariffe variano da scalo a scalo ma il London City Airport si conferma tra i più onerosi, con una tariffa di circa 8 sterline (circa 9 euro) per i primi cinque minuti, che sale a 13 sterline (quasi 15 euro) se la sosta raggiunge i dieci minuti. All’aeroporto di Gatwick la tariffa standard è attualmente fissata a 10 sterline (circa 11,50 euro) per una permanenza di circa dieci minuti. A Heathrow il costo per una sosta breve entro i dieci minuti si attesta invece sulle 7 sterline (8 euro circa). In altri aeroporti britannici e negli scali regionali si applicano costi simili, talvolta con lievi variazioni al ribasso o criteri di calcolo differenti, mantenendo comunque il principio del pagamento obbligatorio.
Il confronto con l’Italia
La situazione appare differente nei principali aeroporti italiani (come Fiumicino, Malpensa o Linate) dove sono presenti le aree denominate “Kiss & Go”, zone a traffico controllato progettate per favorire il flusso dei veicoli. In questi spazi la sosta è gratuita per un periodo di tempo prestabilito, solitamente compreso tra i 5 e i 15 minuti, senza l’applicazione di alcuna tariffa per chi rientra in tale finestra temporale.
Perché è stata introdotta questa “tassa sugli abbracci”?
Nonostante le critiche di alcuni viaggiatori, le società di gestione aeroportuale britanniche e alcuni rappresentanti governativi difendono l’introduzione di queste tariffe, sostenendo che aiutano a ridurre il traffico privato vicino ai terminal, migliorando la fluidità e la sicurezza delle aree aeroportuali. Inoltre, può essere considerato un modo per incentivare l’uso del trasporto pubblico, potenzialmente più sostenibile dal punto di vista ambientale, e le entrate generate possono essere reinvestite in servizi aeroportuali o infrastrutture.
Secondo le prime stime, queste nuove tariffe potrebbero assicurare oltre 150 milioni di sterline all’anno in tutto il Regno Unito, contribuendo in maniera non indifferenze ai bilanci delle società di gestione degli scali.