
voto
8.0
- Band:
HYPERION - Durata: 00:39:17
- Disponibile dal: 15/01/2026
- Etichetta:
- Fighter Records
Streaming non ancora disponibile
Abbiamo seguito con attenzione il percorso dei bolognesi Hyperion, già autori di due solidi lavori di metallo tradizionale, che mostravano un ottimo potenziale, pur necessitando ancora di qualche piccolo aggiustamento per arrivare alla piena maturità. All’epoca di “Into The Maelstrom” avevamo concluso la nostra recensione con la speranza che il terzo disco, come spesso accade nella storia di tante formazioni, potesse essere davvero quello della svolta, quello in grado di valorizzare pienamente tutto ciò che di buono avevamo ascoltato fino a quel momento, andando a smussare quelle asperità che ancora si percepivano.
Con grande piacere, possiamo dire che “Cybergenesis” fa esattamente questo: il sound degli Hyperion resta quello che conosciamo, una miscela efficace che va dai Judas Priest ai Metal Church, e la band non cerca – saggiamente – di reinventare la ruota. Eppure, ogni aspetto della loro proposta compie un netto passo in avanti. Già nella recensione del loro debutto, ad esempio, avevamo espresso qualche perplessità sulla performance del cantante: il nuovo “Cybergenesis”, invece, vede l’arrivo al microfono di Max Morelli, che ha saputo dare una marcia in più alla band.
D’altra parte, questo non è stato l’unico cambiamento messo in atto dal leader e principale compositore Davide Cotti, di fatto l’unico componente rimasto della precedente formazione: il chitarrista, infatti, ha proprio ricostruito la band da zero, trovando le persone giuste per dare forma alla sua visione musicale e artistica. Ogni aspetto è stato curato con attenzione, dall’esecuzione alla produzione, passando per una copertina dipinta a mano dall’artista inglese Ryan T. Hancock, per arrivare alla componente testuale, che vede la creazione di un concept fantascientifico interessante ed approfondito.
Da un punto di vista musicale, questa volta ci sembra che tutto funzioni ottimamente. Il disco ha una durata perfetta (quaranta minuti) e non ci sono filler o momenti di stanchezza, con un buon bilanciamento tra momenti più tirati e aggressivi, come l’iniziale “Deafening”, scelta come singolo apripista, ed altri cadenzati e più atmosferici, come “The Shackles Of Chronitus”.
Altri momenti particolarmente esaltanti sono “Grain Of Sand”, con la sua melodia efficacissima, e l’epica conclusione di “The Whole Of Time”. Ogni componente dà il massimo, a partire da una sezione ritmica compatta e dinamica, per arrivare alle trame di chitarra, fatte di riff, assoli e spunti melodici, che sono da sempre la punta di diamante degli Hyperion.
“Cybergenesis”, in conclusione, ci sembra essere la prova definitiva della costanza e della dedizione di Cotti, che non si è seduto sugli allori dei buoni risultati ottenuti, ma si è rimboccato le maniche – con l’aiuto di tutti i ragazzi della band – per fare quello scatto che non avevamo ancora apprezzato. A nostro parere, questo è un atteggiamento da premiare e quindi, senza remore, non possiamo che consigliarvi di dare una possibilità a questa ottima realtà della nostra scena.