Sempre più cicloturisti chiedono all’intelligenza artificiale di pianificare un viaggio in bici. Bastano poche righe di comando – “voglio pedalare tre giorni, con tappe facili e strade sicure” – e in pochi secondi arriva una proposta articolata, con distanze, dislivelli e punti di interesse.

La domanda, però, è una sola: quanto è davvero sicuro affidarsi a un algoritmo per scegliere strade e percorsi ciclabili?

Negli ultimi mesi il tema è arrivato anche all’attenzione del Soccorso Alpino, che ha segnalato casi in cui strumenti di intelligenza artificiale generica hanno suggerito itinerari inesistenti, sbagliati o addirittura pericolosi, arrivando a consigliare percorsi in bici su vie ferrate o tracciati alpinistici.

Un errore che non è casuale, ma che rivela un limite strutturale di queste tecnologie.

Perché l’intelligenza artificiale sbaglia i percorsi in bici

Chatbot e assistenti generalisti funzionano rielaborando enormi quantità di dati raccolti online. Il loro punto di forza è la capacità di combinare informazioni diverse e restituirle in modo fluido, ordinato e convincente.

Il loro punto debole è che non conoscono il territorio reale.

Cicloturista segue itinerario generato con AI

Per un algoritmo, una strada, un sentiero o una ciclabile possono sembrare equivalenti. Per chi viaggia in bici, invece, le differenze sono decisive: traffico, fondo stradale, pendenza, continuità del percorso, presenza di servizi.

È proprio qui che nascono gli errori più frequenti:

  • tratti promiscui con le auto descritti come “percorsi ciclabili”;
  • sterrati inadatti indicati come tappe facili;
  • ciclabili chiuse o interrotte che nei dati risultano ancora percorribili.

Il rischio maggiore riguarda i cicloturisti meno esperti, che possono fidarsi di risposte formulate con grande sicurezza ma mai verificate sul campo. In un viaggio in bici, una scelta sbagliata non è solo scomoda: può diventare un problema di sicurezza.

Perché sempre più persone usano l’intelligenza artificiale per organizzare viaggi in bici

Detto questo, l’interesse verso l’intelligenza artificiale applicata al cicloturismo non nasce dal nulla.

Organizzare un viaggio in bici è un’attività articolata: bisogna valutare le distanze quotidiane, il dislivello, il tipo di strade, i pernottamenti, i punti acqua, le officine, le alternative in caso di imprevisti. Fino a pochi anni fa significava passare ore tra mappe, forum e blog.

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Oggi l’IA cambia il paradigma: non restituisce solo link, ma costruisce un itinerario dialogando con l’utente. Può adattare il percorso al livello di allenamento, al numero di giorni, al tipo di bici, persino alla presenza di bambini.

È il passaggio dalla ricerca alla conversazione, e nel turismo attivo ha un potenziale enorme.

Il problema, quindi, non è l’intelligenza artificiale in sé.
Il problema è quale intelligenza artificiale si utilizza. E soprattutto in che modo.

La soluzione: un’intelligenza artificiale progettata solo per il cicloturismo

Esiste infatti una differenza sostanziale tra un’IA generica e una pensata esclusivamente per chi viaggia in bici.

È da questa consapevolezza che nasce la novità che sarà presentata alla Fiera del Cicloturismo 2026, in programma a Padova dal 27 al 29 marzo: un agente di intelligenza artificiale dedicato solo al cicloturismo.

Cicloturismo AI Fiera del Cicloturismo

A differenza dei sistemi generalisti, questo strumento è progettato e addestrato su dati specifici e verificati: reti ciclabili reali, percorsi bike friendly, tipologie di bici, livelli di difficoltà concreti, strutture ricettive attrezzate, servizi utili lungo il percorso.

Non “inventa” un itinerario plausibile: riduce gli errori tipici della pianificazione automatica.

L’obiettivo è aiutare il cicloturista a costruire viaggi più sicuri, coerenti e realistici, tenendo conto di ciò che conta davvero quando si pedala: continuità dei percorsi, traffico, fondo stradale, dislivello sostenibile, possibilità di assistenza e accoglienza.

Tecnologia sì, ma con la testa (e con le gambe)

Un agente di intelligenza artificiale specializzato non elimina l’imprevisto, né pretende di sostituire l’esperienza umana. Al contrario, fa ciò che la tecnologia sa fare meglio: evitare gli errori banali, filtrare informazioni sbagliate, offrire una base solida da cui partire.

Il viaggio in bici resta fatto di libertà, incontri e deviazioni inattese. Ma partire con informazioni precise e affidabili può fare la differenza tra un’avventura riuscita e una giornata passata a spingere la bici su una strada sbagliata.

Nel cicloturismo, come nella vita, la tecnologia non deve scegliere al posto tuo.
Deve aiutarti a scegliere meglio.

La soluzione è alla Fiera del Cicloturismo 2026

Vuoi capire davvero come può funzionare un’intelligenza artificiale pensata solo per chi viaggia in bici?
L’appuntamento è alla Fiera del Cicloturismo 2026, in programma a Padova dal 27 al 29 marzo.

Sarà l’occasione per vedere da vicino come nasce un agente di intelligenza artificiale dedicato al cicloturismo, come utilizza dati reali e verificati e in che modo può aiutare a progettare viaggi più sicuri, coerenti e adatti a chi pedala davvero.

Per maggiori informazioni: www.fieradelcicloturismo.it

L’ispirazione per la prossima vacanza

27-29 MARZO 2026

FIERA DEL CICLOTURISMO

Le immagini a corredo del testo sono state generate con AI