Gomorra – Le origini è iniziata su Sky e Now. Dalla scena iniziale dove in un bar di periferia della Napoli degli anni ’70 un gruppo di adolescenti guardando Disco Ring balla sulle note di una hit celebre in quegli anni, si capisce che si va in una direzione diversa da ciò che si è visto in Gomorra la serie oggi considerata un cult. In quella Napoli del 1977 in cui il contrabbando si fa spazio imponendo le sue regole, un sedicenne Pietro Savastano inizia la sua formazione la sua criminalità perché per lui sembra l’unica scelta per uscire dalla miseria.
Qui non ci sono le sorti già compiute per quella smania di potere, nel prequel si affrontano i motivi per i quali quelle scelte sono state fatte. I toni, le suggestioni e il modo di raccontare sono diversi in Gomorra – Le origini, ciò che non cambia è riproporre uno schema che ha funzionato in precedenza: scegliere un cast poco noto o sconosciuto che contribuisce nel dare forza al significato del racconto in cui ciò che muove i personaggi non è il potere, ma il sogno di una vita migliore. Un’eredità che Marco D’Amore, oggi regista e direttore artistico del progetto, raccoglie da Stefano Sollima regista che ha dato vita alla saga ispirata dall’omonimo best seller di Roberto Saviano.

“Vi chiedo amore e clemenza per i giovani protagonisti di questa storia” chiede Marco D’Amore agli spettatori durante l’anteprima fatta al The Space di Napoli presentando gli attori che ha selezionato dopo un lungo e accurato lavoro di scouting durato mesi.
Tutti loro hanno alle spalle partecipazioni in film e serie tv importanti dagli autori più in voga, ma Gomorra – Le origini è la loro grande occasione. Sono consapevoli di ciò, anche per questo l’emozione è forte, tanto che qualcuno di loro sembra essere un po’ impacciato davanti le video camere dei giornalisti e i flash dei fotografi.
Luca Lubrano, Pietro Savastano

In Gomorra – Le origini, Pietro Savastano ha 16 anni, cresce senza padre né madre insieme a una sorta di zia e ai suoi due figli, vive con loro in una condizione di estrema povertà ai confini di Secondigliano. Tra piccoli furti e lavoretti, sogna una vita diversa. A dare il volto in questa fase di vita al boss che nel primo capitolo è stato interpretato da Fortunato Cerlino, è Luca Lubrano. Ha 18 anni e già da bambino inizia a studiare recitazione alla Scuola di cinema dove fin dal primo giorno la sua presenza e la sua sensibilità erano evidenti. Lo sguardo, l’ascolto, la naturalezza scenica sono le basi che l’hanno reso promettente come descrivono i suoi insegnanti ai tempi della Scuola di Cinema.
Ci sono poi gli anni di studio con Davide Iodice alla Scuola Triano Viviani e al NEST – Napoli Est Teatro con Francesco Di Leva. Nel frattempo ci sono le prime apparizioni in Pinocchio di Matteo Garrone, L’amica Geniale 3 diretto da Daniele Luchetti, Napoli Velata di Ferzan Ozpetek, Generazione 56k regia di Francesco Ebbasta e Mixed by Erry di Sidney Sibilia ruolo di Peppe Frattasio.
Francesco Pellegrini, Angelo A’ Sirena

Angelo è tutto ciò che Pietro sogna di diventare: audace, carismatico, il vero re di Secondigliano. Gestisce una bisca, un negozio di abbigliamento americano e guida una Mustang blu e sembra invincibile. In realtà, è solo un sottoposto dei Villa, un’antica famiglia camorrista del centro di Napoli, che a lui lascia in gestione la periferia. Cresciuto con un vecchio zio dopo la morte dei genitori, Angelo è un uomo solo, che non desidera altro che emergere dal giogo dei Villa e che riconosce in Pietro la sua stessa solitudine e ambizione.
È Francesco Pellegrino a incarnare uno dei personaggi che potrebbe essere iconico. Classe 1998, Pellegrino appare ne L’amica geniale nelle stagioni firmate da Saverio Costanzo, Euforia di Valeria Golino ma si fa notare in Supersex diretto da Matteo Rovere, la serie Netflix ispirata alla vita di Rocco Siffredi nel ruolo del giovane Tommaso Tano, il fratello maggiore e idolo di Siffredi. E’ giovane ma mostra la sua versatilità in un’altra mini serie targata Netflix, La vita che volevi in cui è Gloria giovane nel momento cruciale in cui inizia il suo processo di transizione per diventare donna.
Molto meticoloso nell’affrontare un personaggio tanto da attingere da esperienze personali e osservazioni quotidiane come gli hanno insegnato in teatro sua palestra e anche suo primo amore come racconta lui stesso: “Il teatro mi appassiona profondamente; lì mi sento veramente vivo. Mi impegno inoltre a promuovere temi etici e, in particolare, voglio essere una voce per le persone transessuali in Italia, che ancora lottano per trovare spazio e riconoscimento.”
Flavio Furno, ‘O Paisano

Tra i personaggi più affascinanti che si fa spazio in Gomorra – Le origini si fa largo è ‘O Paisano. Dal carcere riesce a capire i bisogni dei detenuti, degli ultimi dimenticati dal sistema dei clan che li ha sfruttati e abbandonati, diventandone una guida. È ascoltato e rispettato come si fa con i profeti e nei corridoi del carcere raccoglie velocemente un esercito di affiliati che gli giurano cieca fedeltà. E grazie a sua sorella, Anna, il suo verbo raggiunge anche le strade di Napoli, dove le sue idee di un nuovo umanesimo camorrista iniziano a fare breccia, contro l’antico e superato sistema criminale. Il riferimento a Raffaele Cutolo è difficile non pensarlo.
Viso poco illuminato, occhiali e un rilevante lavoro di make up, dietro a questo personaggio c’è il trentanovenne Flavio Furno. Si diploma alla Scuola di recitazione Teatro Stabile di Genova, tanti anni di teatro e ruoli al cinema rilevanti in film diretti da cineasti di tutto rispetto come il Sol dell’Avvenir di Nanni Moretti e Carosello Carosone di Lucio Pellegrini. C’è poi la tv con La vita promessa di Ricky Tognazzi insieme a Luisa Ranieri, i due capitoli 1992 e 1993 con Stefano Accorsi. Di recente l’abbiamo visto su Netflix in Sara, la serie tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, mentre prossimamente lo vedremo di nuovo su Sky nella serie Ligas accanto a Luca Argentero.
Veronica D’Elia, Anna la sorella di O’ Paisano

Ha conquistato molti spettatori nel ruolo di Nelide, la fedele governante del Commissario Ricciardi che spesso si esprime adoperando proverbi cilentani di non facile comprensione, Veronica D’Elia ha un bel curriculum teatrale dove del resto si forma diplomandosi all’accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini. Prende parte agli spettacoli Dignità Autonome di Prostituzione e La Grande Magia, ma contemporanea partecipa nell’adattamento filmico di Filumena Marturano con Vanessa Scalera e Massimiliano Gallo, Napoli- New York di Gabriele Salvatores.
È nel cast di Caracas dove conosce Marco D’Amore che la sceglie anche per Gomorra – Le origini per interpretare Anna, sodale sorella di O’ Paisano che segue con cieca fedeltà. Anna diffonde il verbo di suo fratello e ne mette in atto i piani con lucida e spietata capacità strategica. All’apparenza innocua, Anna è destinata a diventare una figura con cui i boss di Napoli saranno costretti a fare i conti.
Fabiola Balestriere, Annalisa/Scianel

Chi è un accanito fan di Un posto al sole conosce già Fabiola Balestriere per essere Alice la ribelle figlia di Elena e Andrea. Oltre la celebre soap, Fabiola ha un curriculum notevole.
Dà la voce al film d’animazione di Alessandro Rak, partecipa in Veleno film di Diego Olivares in cui recita con Luisa Ranieri, Salvatore Esposito e Massimiliano Gallo, è tra i ragazzini protagonisti di Troppo Napoletano con Serena Rossi. Inoltre, appare in Vincenzo Malinconico – Avvocato d’insuccesso, ma già dall’infanzia lavora in fiction come Sotto Copertura 2 e Squadra Antimafia 8.
A 22 anni, Fabiola si prepara a incarnare uno dei personaggi più iconici, Scianel, una delle erinni di Gomorra interpretata da Cristina Donadio.
D’Amore la sceglie quando Scianel è ancora Annalisa, la bella ragazza di 20 anni che ha già un figlio ed è sposata con un uomo molto più grande di lei, che la ritiene una sua proprietà da picchiare o da possedere a piacimento a seconda delle necessità. E Annalisa non ci può fare nulla, perché quell’uomo, suo marito, è un uomo che conta a Secondigliano ed è intoccabile.
Tullia Venezia, Imma

Le donne sorprendono sempre in Gomorra. Nel prequel la giovane Imma, futura moglie di Pietro Savastano con cui condivide l’impero delle criminalità è il personaggio che colpisce di più. Coetanea di Pietro, nella sua adolescenza Donna Imma ha un percorso che sicuramente è lontano da quello che abbiamo visto. Figlia di due gioiellieri di Corso Secondigliano, Imma vive nella parte più ricca del quartiere. Studia al conservatorio e sta già pianificando di trasferirsi a New York per frequentare la scuola che ha sempre desiderato. A interpretare quell’Imma che nessuno avrebbe immaginato avere quel passato borghese, è la giovanissima Tullia Venezia.
Dopo varie scuole di recitazione e workshop è una prima apparizione in Come un padre diretta da Luca Miniero, la ventenne Tullia Venezia è la vera outsider di Gomorra- Le origini.
Ciro Capano, il boss Antonio Villa

In molti lo ricordano per essere stato il regista Antonio Capuano, mentore di Paolo Sorrentino in È stata la mano di Dio, in Gomorra – Le origini Ciro Capano è Antonio Villa, boss di un’antica famiglia camorrista del centro storico che domina Secondigliano e dal qual Angelo A’ sirena desidera l’indipendenza dal suo scacco.
Tanto teatro comico, al cinema è presente in film di autorevoli autori come Liliana Cavani, Marco Risi, Pasquale Squitieri, Mario Martone, Ettore Scola, Pappi Corsicato, alternando ruoli drammatici o di commedia lavorando anche con Carlo Vanzina e Christian De Sica.
Nel 2020 ritorna a lavorare con Mario Martone nel biopic su Eduardo Scarpetta Qui Rido io e nel 2021, oltre a recitare in È stata la mano di Dio, è anche accanto a Vincenzo Salemme nel suo Con tutto il cuore.