Il diesel non conviene più: con l’entrata in vigore delle disposizioni del governo, che ha ridotto la tassazione sulla benzina e aumentato quella sul gasolio di 4,05 centesimi di euro al litro, per la prima volta da tre anni il prezzo medio del gasolio è più alto della verde.

Alla luce delle nuove tariffe in questi giorni il Codacons aveva lanciato l’allarme sul rischio speculazioni alle pompe di benzina, lamentando come in molti distributori ”si era registrato un divario tra il calo dei prezzi della benzina e l’incremento del gasolio”. Proprio per ”evitare possibili speculazioni”, Codacons e Governo hanno avviato ‘un monitoraggio puntuale dei prezzi nelle diverse regioni, Veneto compreso, che in alcuni casi potrà vedere anche l’impiego della Guardia di finanza per verificare che le variazioni applicate alla pompa riflettano correttamente il riallineamento delle accise e non producano squilibri territoriali o distorsioni nella formazione dei prezzi.

IL COMMENTO

Sulla questione Moreno Pavin, coordinatore del gruppo “Gestori Carburanti Treviso”, è intervenuto con queste parole: «Con la scusa della riduzione dei contributi ai carburanti ambientalmente dannosi il Governo Meloni ha parificato le accise per benzina e gasolio, il che ci può anche stare, meno invece che pur potendolo fare a gettito complessivo invariato ne abbia “casualmente” approfittato per incamerare 5/600 milioni di accise in più all’anno, e quasi tutti zitti.
Adesso, per calmare gli animi dopo l’aumento del gasolio, la Guardia di Finanza su input del Governo terrà sotto controllo i prezzi dei carburanti alla pompa. Nulla da dire – spiega Pavin – ma non sarebbe male se si dedicasse la stessa attenzione a dove si decidono i prezzi dei carburanti, non solo di quelli alla pompa. Non ne è stata data pubblicità, e le associazioni dei consumatori non se ne sono accorte, ma da metà dello scorso dicembre fino a un paio di giorni fa, il prezzo di benzina e gasolio sui mercati internazionali del Mediterraneo è stato tra i più bassi degli ultimi anni. Sui prezzi alla pompa, però, questa riduzione non si è avvertita quasi per nulla, o quasi, e ricordiamoci che per quanto riguarda i gestori il prezzo al pubblico lo decide la compagnia petrolifera, il gestore ubbidisce e deve stare pure zitto. In questi giorni i prezzi alla pompa sono lievemente scesi: alle 8 di lunedì mattina, 12 gennaio, in provincia di Treviso il prezzo della benzina in modalità self era di 1,613 €/litro e il gasolio di 1,644 €/litro, mentre la media in Veneto era B. 1,622 G. 1,653 €/litro, Italia B. 1,632 G. 1,660 €/litro. Gli automobilisti trevigiani stanno dunque meglio di altri secondo i dati di: Osservaprezzi Carburanti MiMIT. La maggior parte degli impianti nella Marca si trova in una fascia di prezzo di 3 cent al litro in più o meno della media regionale. L’augurio – conclude Pavin – è che la Finanza nei suoi doverosi controlli si limiti alla verifica della corretta pubblicizzazione dei prezzi, senza ricercare quelle piccole e insignificanti violazioni formali che nulla hanno a che vedere con eventuali imbrogli nei confronti dei clienti, e ancor meno danni allo stato visto e considerato che non intaccano le tasse a favore dello stato. A oggi solo tre impianti in provincia di Treviso non sono in regola con le tempistiche della comunicazione dei prezzi, e solo per pochi giorni. Non male per una categoria sempre ingiustamente bistrattata».