La Corte di Cassazione si è pronunciata con due ordinanze sui ricorsi proposti dal promotore di Giustizia Alessandro Diddi, prendendo atto della sua dichiarazione di astensione nel processo di appello per la gestione dei fondi della Santa Sede e confermando l’inammissibilità del suo ricorso contro la decisione della Corte d’appello dello scorso 25 settembre
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
La Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano ha preso atto della dichiarazione presentata dal promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, di astensione dal processo d’appello per la gestione dei fondi della Santa Sede. E ha confermato “l’inammissibilità” del ricorso che lo stesso Diddi aveva presentato alla Corte di appello vaticana, dove è in corso il secondo grado del procedimento giudiziario che, iniziato il 22 settembre 2025, dopo il lungo intervallo stabilito dal presidente monsignor Alejandro Arellano Cedillo, riprenderà il prossimo 3 febbraio.
Più nel dettaglio, come informa una nota della Stampa della Santa Sede, la Cassazione – formata da quattro giudici, i cardinali Farrell, presidente, Lojudice, Zuppi e Gambetti – si è pronunciata con due ordinanze in merito ai ricorsi proposti dal promotore. “In un caso”, si legge, “prendendo atto della dichiarazione di astensione nel procedimento” e, nell’altro, “confermando l’inammissibilità” dell’appello del promotore pronunciata dalla Corte di Appello.
La Corte ha rigettato, su istanza delle difese, l’impugnazione della sentenza di primo grado presentata da Diddi. Lungo dibattito sulle modalità e le tempistiche adottate dal …
La ricusazione
La prima udienza del processo d’appello legato alla compravendita del palazzo di Londra e ad altre vicende finanziarie si era aperta a settembre con la presentazione di istanza di ricusazione da parte di quattro imputati nei confronti di Diddi (rappresentante dell’accusa sia nel primo che nel secondo grado di giudizio). Gli avvocati difensori motivavano tale mozione con quello che hanno indicato come un coinvolgimento di Diddi in alcune chat WhatsApp con figure esterne alle indagini che avrebbero però condizionato uno dei testimoni, minando la “terzietà” e la ricerca della “verità dei fatti”. L’istanza era stata dichiarata “ammissibile” dalla Corte e trasmessa alla Cassazione che avrebbe dovuto pronunciarsi in merito. Ed è ciò che ha fatto oggi, dopo le riunioni avvenute la scorsa settimana.
Al via questa mattina, nella nuova Aula del Tribunale vaticano, il secondo grado di giudizio sulla gestione dei fondi della Santa Sede. I legali di quattro imputati in primo grado, …
Il ricorso
Quanto all’altra questione, Diddi aveva presentato appello contro alcune assoluzioni decise nella sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale vaticano nel dicembre 2024. I legali della difesa avevano eccepito tale richiesta del promotore contestando questioni di forma, sostanza e anche dei ritardi nella tempistica. La Corte d’appello, il 25 settembre, ha accolto l’istanza delle difese, rigettando l’appello di Diddi. Il quale, a sua volta, ha presentato ricorso contro la decisione della Corte d’appello alla Cassazione. Ma anche questa, come reso noto oggi, ha dichiarato tale ricorso “inammissibile”.