VueltaJoão Almeida, Jonas Vingegaard e Jai Hindley in azione alla Vuelta 2025.
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Guarda al futuro con grande ambizione João Almeida. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il corridore portoghese della UAE Team Emirates ha tracciato un bilancio della sua crescita e fissato obiettivi chiari, a partire dal prossimo Giro d’Italia.

«Se torno al Giro d’Italia è perché penso di poterlo vincere», dichiara senza mezzi termini il 27enne, che nell’edizione 2023 salì sul podio (3°), migliorando i piazzamenti delle prime partecipazioni. Una sfida che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe vedere un antagonista d’eccezione: Jonas Vingegaard. Una riedizione del duello alla Vuelta 2024, vinta dal danese con poco più di un minuto di vantaggio.

«Non c’è stata una grande differenza tra noi», analizza Almeida, sottolineando come entrambi non fossero al 100% in quella circostanza. «Ogni anno sono migliorato, e ho la sensazione che possa accadere pure nel 2026. Lo dico con realismo».

La sua dedizione è fuori discussione, ereditata dai sacrifici degli esordi: «Mi allenavo dopo le lezioni e aver studiato. Finivo alle 19.30, mangiavo qualcosa velocemente, e poi a pedalare fino alle 21.30-22». Un’etica del lavoro che trova un simbolo in Cristiano Ronaldo, esempio per come «è venuto dal nulla ed esprime grandi valori».

In attesa di incontrare il suo idolo, Almeida continua a crescere al fianco di un altro fenomeno: Tadej Pogacar. «È il migliore di tutti, ma a questo aggiunge il fatto di lavorare molto duro. Per lui il ciclismo è il 100 per cento, come se respirasse ciclismo».