Frutto della passione e dell’intuito del collezionista e filantropo Armand Hammer (1898–1990), la Collezione Armand Hammer rappresenta una delle più importanti raccolte di arte europea e americana conservate negli Stati Uniti. Oggi affidata all’Hammer Museum dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), la collezione restituisce un percorso ampio e articolato attraverso quasi quattro secoli di storia dell’arte, riflettendo una visione profondamente umana e condivisibile del collezionismo.

La Collezione Armand Hammer: la storia

Nel corso della sua vita, Armand Hammer raccolse dipinti, sculture, disegni, stampe e pastelli seguendo un criterio non enciclopedico, ma guidato da una profonda curiosità intellettuale. Per Hammer, collezionare significava dare forma a un racconto visivo della condizione umana, dei suoi sogni e delle sue contraddizioni. 

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La opere della Collezione Armand Hammer

La Collezione Armand Hammer comprende circa 7.500 opere e abbraccia un arco temporale che va dal Rinascimento agli inizi del XX Secolo. Al suo interno spicca una forte presenza dell’arte francese, in particolare del XIX Secolo, affiancata da capolavori di grandi maestri europei come Tiziano, Rembrandt, Chardin, Fragonard e Goya. Accanto a questi, trovano spazio figure chiave dell’Impressionismo e del Post Impressionismo, tra cui Degas, Corot, Monet e Van Gogh, oltre a importanti artisti americani che arricchiscono il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico.

L’eredità della collezione

Uno dei nuclei più rilevanti della raccolta è la Collezione Armand Hammer dedicata a Honoré Daumier (1808 – 1879)  e ai suoi contemporanei, che con circa 4mila opere rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’artista al di fuori della Francia. Questa concentrazione di lavori conferma il ruolo centrale di Hammer come collezionista attento alla dimensione sociale e politica dell’arte. Una selezione significativa della collezione è stata protagonista di Da Rembrandt a Van Gogh, la mostra ospitata lo scorso inverno alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny.

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