PALMA DE MAIORCA (Spagna) – Nella parata di stelle della Red Bull-Bora c’è anche lui, Jai Hindley. L’australiano è davvero simpatico, ha un sorriso dolce. E’ lui che viene a salutarci. Tenta anche qualche parola d’italiano (sua moglie è italiana). Capisce e parla la nostra lingua molto meglio di quel che lui stesso dice. Scambiamo qualche battuta, anche sul calcio e ci dice «Tifo Milan, perché mio suocero è un fan del Milan e mi ha contagiato!».

Ma soprattutto ci parla del Giro dItalia: «Sono contento di venire di nuovo al Giro». Un Giro che su carta potrebbe essere abbastanza adatto alle sue caratteristiche, se non altro perché si torna sul Blockhaus, dove vinse e si lanciò verso la conquista finale della maglia rosa.

«Eh sì – dice Jai – che bei ricordi, ma non basta. Speriamo di andar forte di nuovo». Non ci saranno Remco e Pogacar, okay… ma il livello si annuncia decisamente elevato. Almeida e Vingegaard, che giusto ieri ha ufficializzato la sua presenza, sono due mastini mica da poco.

Vuelta Espana 2025, La Farrapona, Giulio Pellizzari tira per Jai HindleyHindley e Pellizzari: leader della RedBull al prossimo Giro. Lo scorso anno Giulio aiutò Jai. E lui gli lasciò carta bianca verso El Morredero

Vuelta Espana 2025, La Farrapona, Giulio Pellizzari tira per Jai HindleyHindley e Pellizzari: leader della RedBull al prossimo Giro. Lo scorso anno Giulio aiutò Jai. E lui gli lasciò carta bianca verso El Morredero

Jai e Giulio

Hindley tornerà al Giro d’Italia con un ruolo profondamente diverso rispetto a quello di un paio di anni fa al Tour. Niente compiti da luogotenente, niente ombre ingombranti: la Red Bull-BORA lo ha indicato come co-leader insieme a Giulio Pellizzari, un binomio che unisce esperienza e slancio.

La squadra tedesca vuole due capitani complementari, in grado di proteggersi a vicenda e di garantire continuità in ogni contesto tattico, specie nelle tappe di alta montagna. E’ anche consapevole di quanto possa pesare la responsabilità condivisa.

«Per far funzionare la doppia leadership – dice l’australiano – serviranno fiducia, disciplina e nessun ego personale. Ma di questo sono tranquillo perché con Giulio mi trovo molto bene E anche alla Vuelta abbiamo dimostrato come sappiamo lavorare».

Hindley appare maturo, consapevole dei suoi limiti, ma anche del suo valore. Sa che la sfida è dura, ma non impossibile. «Il Giro è una grande occasione dopo stagioni un po’ sfortunate, ma serve fame».

Hindley JaiJai Hindley (classe 1996) è all’ultimo anno con la Red Bull, ma dice: «Non ho lo stress del rinnovo»

Hindley JaiJai Hindley (classe 1996) è all’ultimo anno con la Red Bull, ma dice: «Non ho lo stress del rinnovo»

Tutti al 101 per cento

Fame: concetto tirato in ballo anche ieri da Wellens. Hindley ha fatto un discorso molto interessante sul livello medio del WorldTour che continua a crescere senza tregua: «Si corre più forte, più a lungo, con margini di recupero sempre più esigui e con un’intensità che non assomiglia a quella di cinque anni fa. Non diventa più facile, vai solo più veloce. Tutti fanno tutto al massimo e non puoi permetterti neanche di lasciare l’uno per cento. Perciò: o ti adatti o resti indietro».

Nelle sue parole non c’è vittimismo, ma realismo. Il ciclismo attuale richiede quasi un’ossessione per il dettaglio ed eventuali novità da mettere sul piatto. E tutto questo ha un costo, soprattutto psicologico. «Non credo – ha detto Hindley – che i corridori di oggi dureranno 10-15 anni come un tempo».

In questa ricerca dei dettagli però il supporto della squadra diventa cruciale, vitale. Devi essere in quella giusta, fa capire Hindley. E allora il sorriso torna a stamparsi sul suo volto. La Red Bull sta lavorando molto bene e l’investimento Evenepoel ha portato nuova linfa. Test, preparazione, materiali, alimentazione… tutto è al top. Pensiamo solo al recente “pacchetto Specialized”, tra bici, accessori e soprattutto vestiario che garantirebbe un guadagno di 25 watt a 40 all’ora.

Jai HindleyIn ordine di marcia: Pidcock, Hindley, Almeida e Vingegaard all’ultima Vuelta. Potrebbero essere di nuovo loro i protagonisti del prossimo Giro

Jai HindleyIn ordine di marcia: Pidcock, Hindley, Almeida e Vingegaard all’ultima Vuelta. Potrebbero essere di nuovo loro i protagonisti del prossimo Giro

Si riparte dalla Vuelta

L’ultima Vuelta è stata per Hindley una svolta psicologica oltre che tecnica. Il quarto posto finale non è solo un ottimo risultato, ma un segnale dopo due stagioni che per motivi vari sono state per Jai lontane dai suoi standard. Di certo gli è mancata la costanza.

Il Giro che verrà, specie se ci dovesse essere anche Tom Pidcock, potrebbe essere il sequel dell’ultima Vuelta: i protagonisti sono gli stessi.

«Avevo davvero bisogno di un buon risultato alla Vuelta. Soprattutto per me – commenta Hindley – è stato importante tornare ad andare forte nella terza settimana. E dare continuità alla seconda parte di stagione». Ricordiamo che Hindley aveva lasciato il Giro per una bruttissima caduta che gli aveva procurato una commozione celebrale.

E sull’onda di questo ottimismo ha aggiunto: «A volte diamo per scontato quanto siano impressionanti alcuni dei campioni di oggi. Se sei pessimista, puoi pensare: cavolo, ci sono tutti questi ragazzi così forti adesso e non avrò la mia possibilità. Oppure puoi pensare: okay, ci sono tanti ragazzi fortissimi, ora devo davvero dare il massimo ed essere il più costante possibile. Se guardo i ragazzi che stanno vincendo la maggior parte delle gare, vedo che al momento il numero uno è probabilmente uno dei migliori ciclisti di tutti i tempi (il riferimento è rivolto chiaramente a Pogacar, ndr). Perciò se vuoi competere con lui devi dare il massimo».