Arnaud De Lie è ormai da anni un corridore di rilievo sul panorama internazionale. Il belga è pronto per la stagione numero cinque da professionista della sua carriera, pur avendo solo 23 anni e già tante esperienze, positive e anche negative, alle spalle. Il suo programma per il 2026 è già stato definito e, al netto del processo di recupero, ancora da completare, da un infortunio patito qualche settimana fa, una delle fasi più importanti dell’anno, per il Toro della Lotto-Intermarché, sarà il periodo delle Classiche del Nord. De Lie, quindi, riproverà a essere un fattore di queste gare, nonostante nelle ultime due stagioni, per vari motivi, il belga sia stato respinto da muri e pavé.

“Punto a essere pronto per marzo – le parole di De Lie raccolte da DiréctVeloE di avere allora le stesse gambe che ho avuto alla fine della scorsa stagione. Sto cercando di mantenere l’atteggiamento positivo che ho avuto nei mesi passati mentre recupero da questa distorsione alla caviglia. Inoltre, un desiderio che ho è quello di tornare a fare le volate che sapevo fare in passato”.

Obiettivo Classiche, quindi, anche nel 2024 e nel 2025 quella campagna non è andata benissimo… “Mi sono messo troppa pressione addosso – rivela il corridore belga – Volevo fare troppo e ho finito per perdere il mio naturale divertimento verso il ciclismo. Non voglio dire che pesare tutto quello che mangi sia sbagliato, ma penso che, se una volta ogni tanto mangi qualcosa in più del previsto, non significa che perderai le gare. Devo fare le cose bene, senza però esagerare con il perfezionismo. Sto provando a rilassarmi ed essere meno stressato, oltre che un po’ più distaccato verso questa cosa delle Classiche”.

Questa versione più “spensierata” di Arnaud De Lie, corridore che in carriera ha già vinto 33 volte da pro’, punta quindi a “arrivare senza problemi fino alla Parigi-Roubaix, essere davanti e rendere per tutto il potenziale che ho a disposizione. Ma, soprattutto, arrivare al traguardo di ogni gara felice per quello che sarò riuscito a fare“.

Come detto, il Toro punta a farsi rispettare anche nelle volate di gruppo: “Le volate sono cambiate negli ultimi anni, da quando ci sono corridori come Mathieu van der Poel o Wout van Aert che lanciano il loro compagno di squadra quando mancano solo 150 metri all’arrivo – l’analisi di De Lie – Io poi non sono come Jonathan Milan, che riesce a stare nelle prime posizioni per cinque chilometri. Faccio meglio quando posso fare le mie scelte liberamente, dopo che i miei compagni hanno fatto il loro lavoro, che spesso magari non si vede in televisione. Poi, a volte funziona tutto e a volte no, ma il ciclismo è così”.

De Lie è una delle stelle della “neonata” Lotto-Intermarché, squadra di cui si è parlato molto nelle ultime settimane per via della fusione che ha coinvolto le due realtà “originarie” e che si è rivelata molto laboriosa: “Della fusione ho seguito poco, quello che mi interessava era che avessi una squadra per la stagione che arrivava – le parole del belga – Poi, al primo raduno di allenamento, ci hanno raccontato tutto per bene. C’erano tante voci che giravano, ma poche di queste erano vere. Siamo stati da subito un gruppo unico, anche se, ad esempio, mi sono trovato insieme a colleghi con cui non avevo mai parlato prima. Ma abbiamo iniziato da subito a costruire dei buoni rapporto e si sentiva che le cose stavano andando bene”.