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Francesca Basso, inviata a Nicosia
Lo scandalo ha portato alle dimissioni del capo di gabinetto del presidente e della moglie del leader (che era alla guida di una fondazione). Nessuna richiesta di spiegazione da parte degli altri Stati membri dell’Ue
DALLA NOSTRA INVIATA
NICOSIA – Il ministro degli Esteri Constantinos Kombas è molto chiaro sullo scandalo di corruzione che sta scuotendo in questi giorni Cipro e le persone vicine al presidente Nikos Christodoulides, con un timing «sospetto» che coincide con l’inizio della presidenza di turno dell’Ue da parte di Nicosia: «Non influenzerà il nostro lavoro, c’è un’indagine in corso, la nostra politica estera non cambierà». Alla domanda se gli altri Stati membri abbiano chiesto spiegazioni al governo la risposta è «no».
L’11 gennaio il direttore dell’ufficio del presidente cipriota, Charalambos Charalambous, ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche scatenate da un video di otto minuti e mezzo diventato virale e pubblicato su X l’8 gennaio, esattamente il giorno dopo della cerimonia inaugurale che aveva portato a Nicosia i vertici delle istituzioni europee ma anche il presidente ucraino Zelensky e rappresentanti di Paesi del Medio Oriente, tra cui il presidente libanese Joseph Aoun.
Ambizione di Nicosia è di «fungere da ponte affidabile» in questi sei mesi tra l’Unione europea, il Medio Oriente e la sponda sud del Mediterraneo. Inoltre fin dall’inizio della guerra, Cipro ha fatto sentire con forza la propria voce a sostegno dell’Ucraina contro la Russia, nonostante Mosca sia il principale investitore straniero nell’isola. Il volume di capitale russo registrato nel 2024, secondo la Banca centrale di Cipro, superava gli 83 miliardi di euro ma rispetto agli anni precedenti è diminuito notevolmente.
Il ministro degli Esteri Kombas ha fornito alcuni numeri mercoledì durante un incontro con i giornalisti dei media europei, presenti a Cipro per l’avvio della presidenza dell’Ue: «A gennaio 2025, i beni russi congelati ammontavano a 901 milioni di euro provenienti da società di investimento, 307 milioni di euro da fornitori di servizi amministrativi e 90 milioni di euro da altre entità. Tra il 2018 e il 2023, sono state chiuse 42.728 società di comodo e 125.782 conti bancari. I depositi russi sono diminuiti dell’87% nel periodo 2015-2024, rappresentando solo l’1,5% dei depositi totali a dicembre 2024».
Nel video Charalambous insieme all’ex ministro dell’energia Yiorgos Lakkotrypis e all’amministratore delegato di Cyfield Group Yiorgos Chrysochoose sembrano offrire influenza politica a potenziali investitori in cambio di denaro. Inoltre il presidente viene accusato di irregolarità durante la campagna elettorale del 2023: avrebbe superato il limite legale di un milione di euro per le spese elettorali, ricevendo fondi non dichiarati attraverso intermediari, tra cui familiari e associati. Il video afferma che alcune donazioni sono finite in un fondo per borse di studio gestito dalla moglie del presidente, Philippa Karsera, che domenica ha rassegnato le dimissioni, definendo il video «un attacco spietato di notizie false e accuse diffamatorie». Karsera si è difesa con un post su Facebook: «Il fatto che io sia la moglie del presidente non giustifica questi attacchi e queste accuse infondate». Secondo il video membri vicini al presidente avrebbero anche dato la disponibilità, in cambio di soldi, a interferire sulle sanzioni europee contro gli oligarchi russi.
Il governo di Nicosia ha definito il video un attacco di disinformazione malevolo con «tutti i tratti distintivi» delle precedenti campagne russe contro altri Paesi, una forma di «guerra ibrida». Martedì il presidente Christodoulides ha definito le dimissioni di Charalambous, che oltre a essere direttore dell’ufficio presidenziale è anche suo cognato, «un atto di fiducia in se stessi» e «non di pressione o senso di colpa». Inoltre ha detto che «in momenti di crisi come questi, qualsiasi leader, quando ha le mani pulite, deve mantenere la calma»: «Io sono qui. Prendo pubblicamente posizione. Non ho nulla da temere». Christodoulides ha anche ricordato di avere tolleranza zero per la corruzione: «Non permetterò a nessuno, ma proprio a nessuno, di accusarmi di corruzione».
14 gennaio 2026 ( modifica il 14 gennaio 2026 | 14:02)
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