Sebbene manchino solo tre giorni all’inizio ufficiale della stagione (sabato 17 gennaio la prima tappa del Tour Down Under inaugurerà il calendario WorldTour 2026), continua ad allungarsi la lista dei corridori che decidono di dire “basta” col ciclismo. Ai 58 professionisti andati in pensione al termine del 2025 in queste prime giornate di gennaio, infatti, si sono aggiunti Simon Yates e, nelle ultimissime ore, anche Amund Grøndahl Jansen e Romain Combaud.

Il trentunenne norvegese, campione nazionale su strada nel 2019, ha fugato ogni dubbio sul suo futuro annunciando in maniera piuttosto simpatica sui propri social di aver chiuso definitivamente con le due ruote.

“Cose che non potevi fare come ciclista professionista” si legge a fianco al video postato dal classe ’94 che lo vede intento a scalare una montagna in quota, attività questa con cui, grazie all’imminente cambio di vita, potrà sicuramente cimentarsi nei prossimi anni.

Per Jansen quindi, ripetutamente afflitto negli ultimi tempi da problemi fisici (su tutti quello all’arteria femorale) che l’hanno costretto più volte ad andare sotto i ferri e a sostenere laboriosi recuperi, si chiude dopo nove stagioni (quattro con la Visma, quattro con la Jayco e una con la Uno-X) la propria parabola tra i professionisti, un percorso che l’ha visto riportare, oltre al successo al campionato nazionale, la vittoria nella terza tappa dello ZLM Tour 2019.

È terminata invece senza acuti tra i grandi la carriera di Romain Combaud. Il trentaquattrenne francese, in forza negli ultimi cinque anni a quella che oggi è la Picnic PostNL, non è infatti mai riuscito ad alzare le braccia al cielo tra i professionisti ma in dieci stagioni ai massimi livelli è stato comunque apprezzato come faticatore e uomo squadra risultando una presenza importante nei vari organici di cui ha fatto parte.

“Dopo un lungo periodo lontano dai radar, vi annuncio che ho deciso di porre termine alla mia carriera ciclistica alla fine del 2025” ha scritto sui propri account social il nativo di Saint-Doulchard.

“È l’occasione per me di fare un bilancio: ho avuto la fortuna di trascorrere 15 anni vivendo della mia passione, di cui 11 anni nel mondo professionistico e gli ultimi 5 ai massimi livelli; ho viaggiato in tutto il mondo; ho incontrato compagni di squadra e membri dello staff con cui ho condiviso molto più che gare, ore di allenamento o massaggi: quella con loro è stata soprattutto una meravigliosa avventura umana” ha proseguito Combaud.

“È giunto il momento di ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto da vicino o da lontano, durante una carriera fatta di alti e bassi. Ringrazio in particolare la mia famiglia e mia moglie per il loro sostegno: l’arrivo di mio figlio è stato determinante per me e ha avuto un ruolo importante nella decisione di smettere. A 34 anni, è giunto il momento di chiudere questo capitolo con grande orgoglio e di aprirne un altro in cui mi dedicherò a nuovi progetti professionali”.

Con il suo ritiro, e quello di Grøndahl Jansen, restano quindi 17 i corridori con contratto in una squadra World Tour nella passata stagione che devono ancora ufficialmente comunicare le loro intenzioni circa il 2026 o, più in generale, il loro futuro.