di
Luca Bertelli

Gabriele Sbattella, storico concorrente e vincitore di Sarabanda, è entrato nel mirino di qualche campione escluso dai tedofori. Ha partecipato alla tappa del 4 gennaio a Fermo con la moglie «ma in maniera onesta: ci siamo candidati sul portale e siamo stati chiamati il 31 dicembre. Chi si è reso responsabile di queste cattiverie ne risponderà».

La polemica sta diventando sempre più calda nelle ultime ore: l’esclusione di molti campioni medagliati o personaggi sportivi di primo piano, nel viaggio che la fiamma olimpica sta compiendo in tutta Italia prima di arrivare a Milano il prossimo 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi invernali, sta facendo discutere. Nei prossimi giorni, sabato 17 gennaio, la fiamma farà tappa anche a Brescia.

L’Uomo Gatto nel mirino: «Ma mi sono candidato regolarmente con mia moglie, siamo stati scelti, sono polemiche inutili»

Alcuni degli esclusi (Silvio Fauner e non solo) hanno poi tirato direttamente in ballo, per raccontare il proprio stupore, un tedoforo in particolare, che ha preso parte al passaggio della torcia olimpica a Fermo il 4 gennaio. Il diretto interessato è Gabriele Sbattella, meglio conosciuto come L’Uomo Gatto, mitico concorrente del quiz Sarabanda nel quale si rivelò uno straordinario conoscitore della musica. Il diretto interessato, con un doppio accorato (e commosso) video sui social, ha però voluto precisare di essersi candidato – insieme alla moglie – come comune cittadino, senza aver beneficiato di alcun favoritismo. «Ho ricevuto messaggi di solidarietà in seguito alla vergognosa campagna stampa nei miei confronti e di Elena, sul fatto che siamo stati tedofori olimpici. Noi queste cattiverie – spiega – non ce la meritiamo, siamo persone rispettose: abbiamo portato la fiaccola olimpica in modo serio, divertendoci, è un momento storico, l’Olimpiade è storia di ogni singolo paese».



















































«Questa è una campagna diffamatoria – ha aggiunto – di cui non abbiamo bisogno, ma chi si è reso responsabile di queste cattiverie ne risponderà: sono una persona perbene, però quando mi tirano i capelli graffio. Cari leoni da tastiera, non dormirete sonni tranquilli: io e Elena abbiamo la coscienza pulita, voi non lo so».

Sbattella ha poi spiegato nei dettagli, in un successivo intervento, l’iter seguito per la partecipazione: «In mia difesa, dopo questo polverone, voglio ricordare che io e Elena ci siamo candidati come tutti, c’era un portale apposito: ci abbiamo provato e siamo stati contattati il pomeriggio del 31 dicembre con immensa di gioia, non potevamo mai pensare a questo caos istituzionale e politico. Ci siamo candidati, abbiamo fatto la richiesta come tutti e siamo stati selezionati. La scelta è stata fatta da altri e non da noi: queste sono polemiche inutili, danneggiano la nostra immagine e anche quella del Paese, siamo persone oneste. L’Italia sta facendo molto per questi Giochi, pensate alla bellezza che portano questi eventi e a quanta gente sarà presente qui per raccontare le gare. Non tirate in ballo persone che non c’entrano niente, contate fino a dieci. Basta, basta e poi basta: ci siamo candidati regolarmente e non vogliamo più sentire polemiche».


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14 gennaio 2026