Blanco ripensa alcune scelte della sua vita e torna a scuola. Da giovane promessa del calcio a cantautore prodigio, Riccardo Fabbriconi – questo il suo vero nome – aveva interrotto gli studi a 18 anni non appena firmò il primo contratto discografico. Ora 22enne, il vincitore di Sanremo 2022 nel duo insieme a Mahmood con “Brividi”, si è iscritto al Liceo delle Scienze Umane. Lo ha raccontato in un’intervista a “Icon”.
Gli errori
Dei suoi errori di gioventù se n’è discusso parecchio. Come quando distrusse i fiori sul palco dell’Ariston, l’anno dopo quell’edizione che l’aveva consacrato re. Ma Riccardo è riuscito a far ricredere il pubblico. Dopo l’accaduto ha vissuto lontano dai riflettori per un po’. Gli ultimi brani riflettevano i tormenti interiori del giovanissimo. Lo scorso anno ha scritto il brano di successo regalato a Giorgia, “La cura per me”. Il 2026, invece, si apre con un’inversione di rotta con il ritorno a scuola. La sua materia preferita? Il latino, per una ragione ben precisa. «Ho capito che è fondamentale crescere, arricchirsi». Il mondo non gira solo intorno al successo: «Devi perdere il centro e poi ritrovarlo.
Parlavo con il professore di latino del fatto che la lingua italiana cambia. Una volta la regola era l’italiano a tutti i costi, ora l’inglese si infila ovunque. Più avanti andremo, più finiremo per assomigliare a un modello unico. Le cose più piccole moriranno. E la stessa cosa avviene nella musica. I Beatles saranno il latino: l’inizio, la base, la struttura di tutto».
Il percorso di crescita
In tanti si aspettavano di rivederlo alla 76esima edizione di Sanremo, ma non sarà così. «Non credo che la sovraesposizione abbia senso – afferma il cantautore – Quel dare-dare-dare rende identici. Ti toglie la magia». Poi condivide la motivazione della sua scelta, frutto di un percorso di crescita importante: «Il Blanco di prima aveva senso di rivincita, voleva a tutti i costi dire: “Io esisto”. Ora è più: so che esisto e voglio essere la versione migliore di me. Devo studiare, capire, non standardizzarmi. È difficile ormai distinguere i diamanti dai pezzi di vetro, esce così tanta roba che forse potrei dirtelo tra dieci anni: è più difficile affezionarsi a quello che è attuale», ha detto.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 gennaio 2026, 14:36
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