La cultura può tutto. Anche trasformare un lotto di asfalto in un luogo in cui arte, natura e comunità si incontrano, esplorando il modo in cui le storie collegano le persone e catturano l’esperienza umana. In omaggio al profondo legame tra arte narrativa ed esperienza visiva aprirà a Los Angeles, il 22 settembre, il Lucas Museum of Narrative Art, destinato a diventare vero e proprio tempio della cultura pop. Un luogo in cui, usando la pittura, le fotografie, i fumetti, il cinema e il digitale, tutto ciò che è arte visiva si trasformerà in racconto, sulla base della convinzione che la narrazione illustrata sia un linguaggio universale. Fondato dal creatore di “Star Wars – Guerre stellari” George Lucas, il Lucas Museum of Narrative Art aprirà ufficialmente dopo anni di rinvii – era stato annunciato per la prima volta nel 2017 – dovuti anche alla pandemia di Covid-19. L’attesa ora è finita e il museo sorgerà nel quartiere di Exposition Park, a Los Angeles, distinguendosi per un’architettura futuristica e postmoderna che ricorderà nella forma – ogni omaggio alla saga stellare è puramente casuale – un’astronave. “Le storie sono mitologia, e quando illustrate, aiutano gli esseri umani a capire i misteri della vita”, ha detto Lucas. L’architettura scultorea di Ma Yansong si fonderà al paesaggio in evoluzione di Mia Lehrer dello Studio-MLA, con una superficie di 27.800 metri quadrati immersa in un ampio complesso di giardini.
Su cinque livelli
Distribuito su cinque livelli, il Lucas Museum of Narrative Art ospiterà 9.300 metri quadrati di gallerie, due sale cinematografiche, spazi educativi, un caffè, un ristorante e diversi negozi, ma il suo cuore pulsante sarà la straordinaria collezione personale del regista statunitense, composta da oltre 40.000 pezzi d’arte raccolti nell’arco di quasi cinquant’anni di vita e lavoro. Un percorso espositivo straordinario, che spazierà dal XVI secolo all’arte contemporanea, dall’autoritratto di Frida Kahlo alle scene di vita quotidiana di Norman Rockwell fino ai ritratti di dignità di Charles White, passando per artisti come Kadir Nelson, Jessie Willcox Smith, N. C. Wyeth, Beatrix Potter, Judy Baca, e Maxfield Parrish; i saranno leggende dell’arte del fumetto come Winsor McCay, Jack Kirby, Frank Frazetta, Alison Bechdel, Chris Ware e R. Crumb; e fotografi Gordon Parks, Henri Cartier-Bresson, e Dorothea Lange. Il museo ospiterà anche gli Archivi Lucas, con modelli, oggetti di scena, concept art e costumi della sua carriera cinematografica, e non mancheranno oggetti iconici della saga di “Star Wars”, tra cui l’indimenticabile armatura dorata di C-3PO.
Un museo di arte popolare
“Questo è un museo di arte popolare: le immagini raccontano convinzioni che fanno parte della nostra vita quotidiana. Per questo, quest’arte appartiene a tutti”, spiega la cofondatrice Mellody Hobson. “La nostra speranza è che le persone che si muovono attraverso le gallerie vedano riflesse se stesse, e la propria umanità”. Cinema, fumetto e mito si incontreranno per celebrare il potere universale delle storie e il modo in cui queste vengono raccontate dall’arte. Un viaggio attraverso le immagini che ci muovono e modellano la nostra memoria collettiva, invitando alla riflessione, raccontando chi siamo.