Bologna, 14 gennaio 2026 – Nuovo anno e nuovi aumenti dei pedaggi autostradali dal primo gennaio 2026. I rincari nelle tratte che toccano l’Emilia-Romagna vanno da 10 a 20 centesimi. Ma se si considerano 100 chilometri di autostrada, il conto è certamente più salato. Lo rileva l’indagine di Altroconsumo su 38 tratte nazionali, mostrando rincari medi contenuti, ma costi molto diversi a seconda dei chilometri percorsi e delle aree del Paese, con un impatto maggiore per chi viaggia ogni giorno.

Quando sono scattati gli aumenti in autostrada

Dall’1 gennaio 2026 sono scattati nuovi aumenti dei pedaggi autostradali, adeguati all’inflazione con un aumento medio (comunicato dal ministero dei Trasporti) dell’1,5%, pari proprio all’indice di inflazione programmata per l’anno appena cominciato. Il report di Altroconsumo, però, dimostra che i rincari non sono uguali in tutta Italia, ma colpiscono in modo diverso a seconda delle aree e delle tratte considerate. L’aumento medio rilevato è dell’1,1%, un dato che può apparire contenuto, ma che va letto tenendo conto di tariffe già elevate e dell’uso frequente dell’autostrada da parte di pendolari e lavoratori. 

Approfondisci:

Stop domenicale nei big market: Coop dà l’ok ed è subito scontroStop domenicale nei big market: Coop dà l’ok ed è subito scontro
Gli aumenti in Emilia-Romagna: i nuovi costi per tratta

Ma che cosa cambia in Emilia-Romagna?

  • Nella tratta dell’A14 San Lazzaro-Ravenna vede aumenti di 10 centesimi sul pedaggio, da inizio anno si spendono 7,92 euro per 100 chilometri;
  • La cifra è di 7,89 euro, invece, lungo al direttrice San Lazzaro-Ancona Nord, con 0,20 di aumenti; per 100 chilometri
  • Si spendono 7,88 euro sull’A14 San Lazzaro-Rimini Nord (e rincaro di soli 10 centesimi).
  • Meno costosa la tratta Bologna Borgo Panigale-Verona Sud con rincari singoli di 10 centesimi e una cifra da sborsare di 6,91 euro ogni 100 chilometri.
  • ‘Graziata’ la direttrice Bologna Borgo Panigale-Modena Sud: nessun rincaro e prezzo per 100 chilometri fermo a 7,92 euro.
  • La tratta più cara nella nostra regione, quindi, è quella San Lazzaro-Ravenna con 7,92 euro. Che va ad eguagliare la Bologna Borgo Panigale-Modena Nord che però non ha subito aumenti. 

BVFDGFDG

Il pedaggio al casello è diventato più caro dall’inizio dell’anno: ecco quali sono gli aumenti in alcune tratte

Il peso su pendolari e lavoratori

Nella maggior parte dei casi rilevati gli aumenti si traducono in 10 o 20 centesimi in più a tratta. Rincari che paiono trascurabili, ma se considerati singolarmente diventano un costo rilevante su base annua per chi utilizza l’autostrada quotidianamente.

Pendolari, lavoratori e piccoli operatori economici si trovano così a fare i conti con una spesa complessiva più alta, spesso senza reali alternative di trasporto pubblico efficienti, soprattutto su alcune direttrici extraurbane. Un indicatore particolarmente utile per valutare il peso dei pedaggi è il costo ogni 100 chilometri, che consente di confrontare tratte di lunghezza diversa.

Altroconsumo l’ha calcolato dividendo il costo del pedaggio per la lunghezza della tratta considerata e moltiplicando il risultato per 100.

Le tratte più care in Italia

Da questo punto di vista, l’indagine mette in luce situazioni molto più critiche rispetto alla ‘nostra’ A14:  la tratta Novara Est-Milano Ghisolfa, ad esempio, supera i 14 euro ogni 100 chilometri, mentre la Torino Rondissone-Novara Ovest si avvicina ai 14 euro. Anche in diverse tratte del Lazio, della Campania e lungo l’Adriatico il costo supera stabilmente i 10 euro ogni 100 chilometri, livelli che collocano molte autostrade italiane tra le più care, indipendentemente dagli aumenti entrati in vigore nel 2026.

Circa un terzo delle tratte analizzate non registra, però, alcun aumento nel 2026. È il caso di diversi collegamenti nel Nord-Ovest, nel Centro Italia e soprattutto in Sicilia, dove alcune autostrade restano gratuite. Il risultato è un sistema tariffario poco omogeneo, con forti differenze territoriali, conclude Altroconsumo.