di Alessia Calzolari

Il Ministero della Salute ha pubblicato in via precauzionale un avviso di sicurezza per una serie di latticini prodotti nel Casertano: potrebbero contenere livelli troppo alti di sostanze nocive

«Avvertenze: non consumare il prodotto; restituire le confezioni acquistate presso il punto vendita». Il comunicato del Ministero della Salute rilasciato il 12 gennaio 2026 lascia poco spazio di manovra ai consumatori: chi ha in casa una confezione di mozzarella di bufala campana Dop a marchio «La Bella Contadina» non deve mangiarla. Ma cosa è successo?

Il richiamo

Il provvedimento riguarda le mozzarelle confezionate in busta da 125 g e con scadenza il 19 gennaio, con lotto 25349, prodotte a Grazzanise, in provincia di Caserta. Il sospetto è che superino i limiti di legge di aflatossina M1. Il ritiro è, quindi, stato deciso in via precauzionale.

Il medesimo lotto era già stato segnalato la settimana scorsa dal Ministero per un altro prodotto: la mozzarella di bufala campana in confezioni busta ciuffo da 250 g e multipack da 50 g x 5. Oltre a questo, il Ministero ha richiamato per le stesse motivazioni anche la confezione di mozzarella di bufala campana lotto 25347 – 125 g termo bicchiere – con scadenza 17 gennaio.



















































La precisazione

«La nostra azienda non ha nulla a che vedere con quella coinvolta nella vicenda citata», precisa la società La Contadina Srl, con sede ad Altavilla Silentina.

Cos’è l’aflatossina M1?

Le aflatossine – spiegano sul sito dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – sono delle micotossine prodotte da un fungo presente in zone calde e umide: insomma, attenzione al cambiamento climatico, che potrebbe aumentarne la diffusione. Hanno proprietà genotossiche e cancerogene: l’esposizione a questa tossina va ridotta al minimo. Le conseguenze sulla salute – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – possono essere sia croniche che a breve termine ed è il fegato a essere colpito, in alcuni casi arrivando a sviluppare anche delle forme tumorali.

L’aflatossina M1, quella probabilmente presente nel prodotto richiamato, può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati. I livelli massimi consentiti di aflatossine e di altri contaminanti negli alimenti sono stabiliti dal regolamento (CE) 1881/2006 e successive modifiche.

14 gennaio 2026 ( modifica il 14 gennaio 2026 | 18:08)