Aumenteranno i prezzi dei biglietti, ma nasceranno nuove formule cumulative valide 48 e 72 ore, pensate per incentivare una fruizione più consapevole del patrimonio. È una delle principali novità che accompagnano la nascita del nuovo polo museale costituito dalla Galleria dell’Accademia di Firenze e dai Musei del Bargello, un sistema che riunisce sette sedi, oltre 50mila manufatti artistici e più di 18mila mq di superficie espositiva. Uno dei complessi museali più articolati e rilevanti del panorama italiano e internazionale.
Le nuove offerte
Dal 1 febbraio l’ingresso all’Accademia aumenterà da 16 a 20 euro, al Bargello da 10 a 12, alle Cappelle medicee da 6 a 8 euro, e così via per tutti i singoli musei. Poi, dal 15 marzo saranno disponibili due biglietti cumulativi: uno valido 72 ore per l’accesso a tutti i musei del gruppo (38 euro) e uno valido 48 ore dedicato a Galleria dell’Accademia e Bargello (26 euro). Si pensa inoltre ad un biglietto family fortemente scontato e ad aperture speciali riservate ai fiorentini. Scelte che si inseriscono in un quadro di complessiva riorganizzazione, di cui fa parte l’omogeneizzazione degli orari: dal martedì alla domenica, tutte le sedi (ad eccezione di Casa Martelli, ancora interessata da cantieri) apriranno dalle 8.15 alle 18.50. Possibile grazie all’aumento di personale, stimato a trenta nuove unità che si aggiungeranno ai 200 attuali.
Il ripensamento dell’ingresso della sala Michelangelo al Bargello
Altro intervento chiave è il profondo ripensamento dell’ingresso e della sala di Michelangelo al Bargello. Nel corso di quest’anno l’area d’accesso, la biglietteria, la corte e la sala al piano terra saranno oggetto di un nuovo progetto di riallestimento. Questo spazio, tra i più antichi del palazzo, accoglie oggi 54 capolavori della scultura cinquecentesca, con grandi marmi michelangioleschi – dal Bacco al Tondo Pitti, dal David-Apollo al Bruto – affiancati alle opere di Cellini, Giambologna, Ammannati e Bandinelli.
Il nuovo polo nato con la riforma Sangiuliano comprende anche Palazzo Davanzati, Orsanmichele e Casa Martelli e, una volta conclusi i lavori, l’ex chiesa di San Procolo, chiuso da anni e oggetto di un complesso intervento di restauro ed efficientamento energetico, e destinato a entrare stabilmente nel circuito museale come nuovo spazio per le mostre temporanee. Sette luoghi, ed un’unica identità culturale che presto sarà resa riconoscibile da un nuovo logo e un nuovo sito web. Con oltre 3 milioni di visitatori nel 2025, il sistema si fonderà su una gestione coordinata e una visione condivisa sotto la guida della direttrice Andreina Contessa, che, significativamente, non avrà un unico ufficio, ma uno in ogni sede museale. «Questa unione è una grande opportunità per creare un percorso museale unico al mondo, diffuso nella città» sottolinea la direttrice.
I nuovi percorsi
Tra le novità figurano anche tre percorsi tematici trasversali (ma se ne stanno preparando almeno dieci) che, a partire da maggio, collegheranno sedi e collezioni: uno dedicato al genio di Michelangelo, uno ai simboli dell’identità civica fiorentina e uno all’arte del dettaglio e del vestire. A questi, nel masterplan di Contessa, si aggiungono restauri diffusi e cantieri aperti al pubblico.
Ad inaugurare questa nuova fase spicca il ricollocamento dello stemma di Casa Martelli nella dimora di origine. La monumentale scultura policroma in pietra, alta quasi due metri e raffigurante lo scudo con il grifone d’oro in campo rosso, era stata rimossa alla fine del Settecento per sottrarla alle soppressioni napoleoniche ed è stata a lungo conservata al al Bargello. Tradizionalmente attribuito a Donatello, lo stemma è oggi al centro di un dibattito critico che ne propone l’esecuzione a Desiderio da Settignano. Al di là dell’attribuzione, l’opera rappresenta bene il collezionismo dei Martelli e il ruolo dell’arte come strumento di prestigio sociale e politico nella Firenze del Quattrocento.