Un’antologica dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, sarà ospitata dal 5 marzo al 19 luglio a Palazzo Pallavicini, a Bologna. L’esposizione, curata da Anne Morin, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalità più importanti della fotografia del XX secolo e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo.

Per Ruth Orkin la narrazione visiva si costruisce attraverso una successione dinamica di immagini, caratteristica che si riscontra nella serie Road Movie, realizzata nel 1939 durante un viaggio in bicicletta da Los Angeles a New York. L’influenza del cinema è altrettanto evidente nella serie Dall’alto, nella quale Orkin osserva e cattura la vita quotidiana dalla finestra, trasformando la strada in un palcoscenico spontaneo. I soggetti, inconsapevoli del proprio ruolo, diventano protagonisti di una narrazione scandita da alternanze di movimento e immobilità, conferendo al racconto una fluidità magnetica. Altrettanto ammalianti per lo sguardo i ritratti di personalità celebri come Albert Einstein, Marlon Brando, Robert Capa, Alfred Hitchcock, Orson Welles: immagini che mostrano in modo emblematico la sua capacità di narrare persone e ambienti con grande immediatezza ed efficacia espressiva. Oggi il lavoro di Ruth Orkin, riconosciuta come una delle più importanti fotoreporter del Novecento, viene riscoperto e riletto alla luce di una nuova prospettiva critica.

L’esposizione bolognese, con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma photography, è patrocinata dal Comune di Bologna, dalla Fiaf-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e Airf-Associazione Italiana Reporters Fotografi.

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