Un annuncio pubblico, una data fissata, la prevendita avviata. Poi, improvvisamente, lo stop. Il concerto di Tony Colombo ad Agrigento, in programma il 30 gennaio al Palacongressi, si trasforma in un “giallo”. Al momento l’evento è rinviato a data da destinarsi. A rendere pubblica la data era stato lo stesso artista che, sui propri canali social, aveva annunciato l’inserimento della città dei Templi nel tour 2026 invitando i fan a partecipare a “una notte di musica, emozioni e cuore”. I biglietti risultavano disponibili online con prezzi compresi tra 30 e 40 euro, diritti di prevendita inclusi.

Nelle ultime ore, però, la situazione ha subito una brusca frenata. Evento rinviato, prevendita sospesa e la richiesta al pubblico di “attendere nuovi aggiornamenti”. Secondo indiscrezioni il Palacongressi avrebbe revocato l’autorizzazione a ospitare il concerto. La motivazione, filtrata in modo informale, sarebbe legata alla valutazione dell’artista come “poco adatto” alla stagione in corso.

Un passaggio che apre più di un interrogativo. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali pubbliche che chiariscano i termini dello stop, né i criteri adottati per arrivare a una decisione così netta dopo l’annuncio della data e l’avvio della vendita dei biglietti. Resta quindi da capire quando e su quali basi sia maturata la scelta di bloccare l’evento, che potrebbe essere recuperato non solo in altra data ma anche spostandolo altrove e comunque in territorio agrigentino.

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La vicenda assume un peso particolare anche per il momento attraversato dall’artista. Nato a Palermo e adottato dalla scena musicale napoletana, Tony Colombo arriva infatti da una lunga e complessa vicenda giudiziaria conclusasi con l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” nel processo celebrato a Napoli con rito abbreviato. Un esito che aveva segnato, almeno sul piano artistico, l’avvio di una fase di rilancio testimoniata da nuove date e da un seguito di pubblico rimasto solido in Italia e all’estero.

Ad Agrigento, però, il percorso si è interrotto prima ancora di iniziare. Il nodo resta tutto nella definizione di “non adatto”: una formula generica che solleva questioni di merito culturale e di opportunità, ma anche di metodo: chi decide, in che fase e con quali criteri se un artista possa far parte di una stagione ospitata in uno spazio pubblico o meno? Per ora il concerto resta sospeso così come le prevendite. In attesa di chiarimenti ufficiali, il caso Colombo rimane legato a una decisione che, almeno per il momento, si muove in una zona d’ombra.

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