BOLOGNA – Nel giorno in cui l’Arpae rende noto il report del 2025 che evidenzia livelli di Pm10 entro i limiti di legge, arriva una doccia fredda: peggiora l’allarme smog già in vigore da martedì in quattro province (Bologna compresa) tanto da far ricadere tutto il territorio dell’Emilia-Romagna in bollino rosso per i prossimi due giorni. Giovedì e venerdì, quando ci sarà una nuova rilevazione, scattano le misure emergenziali previste per contenere i livelli di polveri inquinanti in tutta la regione. Tra queste lo stop ai veicoli diesel fino a euro 5 e agli altri veicoli fino ad euro 2 dalle 8.30 alle 18.30 e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.

Dalla fotografia del 2025 della qualità dell’aria in Emilia-Romagna, redatto dall’Agenzia regionale per l’Ambiente, arrivano invece timidi segnali positivi: si sono registrati valori medi entro i limiti di legge per la maggior parte delle principali sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico, con un miglioramento per polveri sottili e biossido di azoto. Secondo i dati della rete regionale di monitoraggio, nel 2025 le concentrazioni medie annuali delle polveri sottili, Pm10 e Pm2.5, risultano entro i limiti di legge in tutte le stazioni di rilevamento. Il valore limite sulla media annuale del biossido di azoto (NO2) è stato rispettato sull’intero territorio regionale, senza superamenti del valore limite orario. Nei limiti previsti dalla normativa anche gli altri inquinanti monitorati – biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio.

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero del Pm10, i superamenti oltre i 35 giorni annui si sono registrati in una sola stazione della rete regionale, a Modena (zona Giardini). Dopo un 2023 in cui non c’era stato nessuno sforamento, il 2024 aveva fatto registrare sforamenti in 3 stazioni. Qualche criticità, invece, riguardo all’ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare livelli elevati a causa principalmente dell’andamento meteo della stagione estiva.

Priolo: “Grave taglio 52 milioni da parte del governo”

“I dati riferiti allo scorso anno mostrano come le azioni messe in campo con il Pair 2030, il Piano aria integrato regionale, inizino a dare risultati tangibili. Va denunciato però il fatto che, con l’ultima legge di Bilancio, il Governo ha tagliato per l’Emilia-Romagna 52 milioni per la qualità dell’aria nel prossimo triennio”, commenta l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo. Si tratta, dice Priolo a proposito dei tagli, di “risorse già negoziate e ottenute, che erano destinate proprio a sostenere cittadini e imprese nella riduzione delle emissioni, e che sono state cancellate con un colpo di spugna. Togliere risorse al Piano per la qualità dell’aria non significa risparmiare: significa non investire sulla salute delle persone e, nel medio periodo, aumentare i costi sanitari che ricadranno su tutta la collettività”.