Cantù può riprendersi, sostiene la Provincia, e lo dimostrano i precedenti del campionato e della stessa società, spesso capace di cambiare passo nel ritorno. Domenica, nel testacoda con Brescia, i biancoblù sono chiamati a interrompere la serie di otto sconfitte e a mettere le basi per il “muro salvezza”.
Il caso simbolo è il 2000/01: Cantù chiuse l’andata ultima a 4 punti, poi arrivò la salvezza con Pino Sacripanti, subentrato a Franco Ciani. La svolta fu la vittoria alla prima del ritorno con Treviso (106-101 dopo supplementari), seguita da quattro successi in fila e dall’innesto di Marcelo Damiao.
C’è anche un precedente più vicino, il 2018/19, segnato dalle difficoltà societarie e dal passaggio di consegne a Nicola Brienza dopo l’uscita di scena di Pashutin.
Il rovescio della medaglia è il 2020/21: Cantù arrivò ultima a 18 punti dopo un’andata a 8, con esclusione di una squadra in corsa e una sola retrocessione, ma finì comunque in A2 anche per punti tolti legati al caso Roma.
Fonte: La Provincia di Como