“Licenziamento, con effetto immediato”. E’ quanto compare scritto nelle lettere già consegnate ad alcuni dipendenti del gruppo Aeffe (Alberta Ferretti, Moschino, Pollini), nel corso delle ultime ore. Dopo il mancato accordo con i sindacati, durante la riunione dello scorso lunedì in sede ministeriale, l’azienda di San Giovanni in Marignano non ha perso tempo e nel giro di pochissime ore ha iniziato a convocare i dipendenti in amministrazione, uno dopo l’altro, comunicando il licenziamento in tronco.

Molti dipendenti sono rimasti senza parole. In un clima di grande sconforto e preoccupazione. Secondo il piano di ristrutturazione aziendale i tagli prevedono 221 esuberi complessivi, di cui il 78% a San Giovanni in Marignano (pari a oltre 170 lavoratori) e il 22% a Milano (pari a 48 lavoratori). Una dipendente, che chiede di mantenere l’anonimato, racconta a RiminiToday la sua esperienza e quanto accaduto dopo l’assemblea dello scorso venerdì. “Mercoledì mattina sono stata chiamata in ufficio e due giorni dopo l’incontro è arrivata subito la notizia ufficiale: licenziamento con effetto immediato. Così è davvero brutto, non è stato un fulmine a ciel sereno perché eravamo consapevoli che l’azienda stava attraversando un periodo di crisi: ma queste modalità ci lasciano davvero senza parole”.

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Tra i licenziati ci sono persone che hanno svolto anche tutta la carriera professionale all’interno dell’azienda. Dipendenti anche con 25 anni di anzianità in Aeffe e con famiglie e figli da mantenere. “Io lavoravo in Aeffe da 17 anni – è la testimonianza raccolta -, ma non mi ero proprio immaginata un epilogo del genere: si sperava ci fossero degli ammortizzatori sociali a lungo termine. Invece no, già lo scorso anno c’erano state le uscite di 70 dipendenti in maniera volontaria, poi la situazione è peggiorata. Mi spiace perché ho messo passione nel mio lavoro, i risultati dell’azienda sono stati costruiti anche grazie all’impegno dei suoi lavoratori. Invece diventiamo numeri: uno dopo l’altro convocati in ufficio, tutti con lo stesso destino”.

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Daniele Baiesi, segretario di Filctem Cgil Rimini conferma il quadro generale: “Proprio in queste ore stanno arrivando le lettere, stiamo lavorando alacremente con l’obiettivo di bloccare la procedura. Mi sto recando davanti ai cancelli per provare a incontrare le Rsu e chiedere conto dei numeri. Mi auguro non si siano attenuti alle ultime indicazioni del tavolo, che prevedevano proposte economiche ridicole. Al sindacato abbiamo ricevuto diverse telefonate di dipendenti in lacrime, questa azione è stata gestita veramente male e nei prossimi giorni faremo un confronto collettivo per dare un indirizzo ai lavoratori”.

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La maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, nel corso delle assemblee, avevano espresso un netto rifiuto della procedura di licenziamento e di un esiguo indennizzo, proclamando 8 ore di sciopero per lunedì 12 gennaio, giornata in cui si è svolto in contemporanea l’incontro presso il ministero del Lavoro. Dalla giornata successiva l’epilogo, con la consegna delle lettere.