di
Federica Maccotta

Il cantante spagnolo sceglie il silenzio e si dice solo sicuro della propria posizione. Le testimonianze delle due ex dipendenti

Sceglie il silenzio Julio Iglesias. Il celebre cantante spagnolo, accusato di violenze sessuali da parte di due ex dipendenti, ha deciso di non rilasciare dichiarazioni pubbliche mentre la procura spagnola studia le carte delle denunce. I cui dettagli, feroci e intimi, sono stati svelati da elDiario.es e Univision Noticias: si va da rapporti non consensuali ripetuti a palpeggiamenti, da schiaffi a «morsi sulle gambe»

Qualcosa, perà, trapela dal silenzio intorno al cantante: Iglesias ha infatti parlato al telefono con Hola!, commentando quanto sta accadendo. Secondo il giornale, che non riporta stralci della conversazione, «durante la telefonata, Iglesias sembrava serio, pienamente consapevole della gravità della situazione, ma sicuro della sua posizione». Inoltre, continua il giornale spagnolo, «il cantante ha chiarito che non è il momento di rilasciare dichiarazioni pubbliche, sebbene intenda farlo a breve. Lui e il suo team legale stanno attualmente preparando la difesa, convinti che la questione verrà chiarita a tempo debito».



















































Intanto, secondo quanto riporta Ap, i procuratori spagnoli stanno esaminando le accuse contro il più famoso artista di lingua spagnola, 300 milioni di copie vendute. Accuse rivolte al cantante, oggi 82enne, da due sue ex dipendenti che lavoravano nelle residenze nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, definite dalle due donne «la casette del terrore». Abusi e rapporti non consensuali si sarebbero consumati tra gennaio e ottobre 2021. 

La procura spagnola, che si occupa dei casi per la Corte nazionale spagnola, ha dichiarato di aver ricevuto accuse formali contro Iglesias il 5 gennaio. Il cantante, che è considerato il solista di maggior successo nella storia del continente europeo, potrebbe essere portato davanti al tribunale di Madrid, che può giudicare i presunti crimini commessi da cittadini spagnoli mentre si trovano all’estero. Come nel caso di Iglesias.  

Le testimonianze della due donne, indicate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura, hanno colpito l’opinione pubblica in Spagna (e non solo) per la loro durezza. Collaboratrice domestica la prima e fisioterapista personale la seconda, le due ex dipendenti hanno parlato a elDiario.es e Univision Noticias di palpeggiamenti, insulti e umiliazioni. 

Rebeca, che ai tempi delle presunte violenze aveva 22 anni, ha raccontato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali (anche orali e anali) con Iglesias e ha descritto penetrazioni, schiaffi e abusi fisici e verbali. Secondo la sua testimonianza, veniva chiamata nella stanza da letto del cantante quasi ogni sera: «Mi lasciavano riposare solo quando sua moglie era con lui a Punta Cana o quando c’era un’altra donna», ha detto. Tanti i dettagli duri, dalla presenza di altre persone alle pratiche sessuali a cui era obbligata. «Mi schiaffeggiava anche molto forte, con molta forza, in modo orribile. Mi ha anche morso le gambe»

Alle violenze fisiche e sessuali si aggiunge anche un clima di controllo psicologico. «Ti senti obbligata a farlo. Era qualcosa a cui ti costringeva. Creava una sorta di potere su di te, come se dovessi farlo a tutti i costi», sono le parole di Rebeca. Appena arrivate nelle residenze Julio Iglesias avrebbe chiesto a entrambe cose molto intime come «vi piacciono le donne? Vi piacciono i rapporti a tre? Vi siete mai sottoposte a un intervento di mastoplastica additiva?». Inoltre a giugno 2021 i collaboratori domestici sono stati sottoposti a visite ginecologiche e test per le infezioni sessualmente trasmissibili

15 gennaio 2026