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Simone Canettieri, Valentina Santarpia

Il ministro della Difesa: «Ogni giorno in Ucraina vengono colpiti scuole, ospedali, infrastrutture energetiche, reti idriche: il 93% degli attacchi russi colpisce obiettivi civili». I leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno votato contro la risoluzione della maggioranza

«Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un’arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un’arma impedisce a un’altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso»: è durissimo il ministro della Difesa Guido Crosetto, nell’informativa alla Camera sugli aiuti all’Ucraina.  

L’assenza della Lega

Ma il suo partito non è in Aula ad appoggiarlo: solo una ventina di deputati leghisti presenti e nessun ministro del Carroccio sui banchi del governo. Mentre Crosetto ripete «ogni missile intercettato è una vita salvata» al suo fianco ci sono Antonio Tajani, Carlo Nordio, Luca Ciriani e Tommaso Foti. Nessun esponente della Lega, a partire dal vicepremier Matteo Salvini che questa mattina ha svolto una riunione alla Camera. Il deputato della Lega Stefano Candiani smorza: «Noi abbiamo sempre dato il supporto e continueremo a farlo, avendo trovato nella risoluzione elementi di garanzia», dice durante la discussione in Aula. 



















































«Noi dobbiamo aiutare il tavolo delle trattative», aggiunge. 

Le risoluzioni 

Erano sette le risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari, alla Camera, sul decreto in materia di proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Si tratta del documento unitario della maggioranza e dei testi del Partito democratico, del Movimento cinque stelle, di Alleanza verdi e sinistra, di Azione, di Italia viva e di Più Europa. Le forze di opposizione si sono presentate, dunque, in ordine sparso. Alle 14.20 l’Aula della Camera ha approvato con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti la risoluzione presentata dalla maggioranza. Via libera anche ad alcuni impegni, a seguito di pareri favorevoli da parte del Governo o riformulazioni accolte dai proponenti, indicati nelle risoluzioni di Pd, Az, Iv e +Eu. No ai testi M5S e Avs. E al momento del voto viene confermato l’appoggio non pieno della Lega: i leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno votato contro la risoluzione della maggioranza. «No» anche da Emanuele Pozzolo del Misto (ex Fdi). Tra i leghisti in sette non hanno partecipato al voto. Altri 8 deputati della Lega erano assenti “giustificati” in quanto risultano in missione e dunque non hanno partecipato alla votazione. A quanto si apprende però tra le fila dell’opposizione ci sono stati anche alcuni voti a favore, per la precisione sono tre deputati del Pd: Lorenzo Guerini, Marianna Madia e Lia Quartapelle.

«Se potessi darei all’Ucraina tutti i mezzi contro le bombe»

Per il ministro della Difesa la causa Ucraina è una priorità che toglie il sonno: «Anche la notte scorsa, mentre noi dormivamo, su Kiev e su tutta l’Ucraina hanno continuato a cadere migliaia di missili e di bombe- ricorda Crosetto- Se avessi avuto la possibilità di dare all’Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, e non ce li ho, glieli avrei dati, senza sentirmi in colpa». 

Sostenere l’Ucraina, dice il ministro della Difesa, «non vuol dire voler prolungare la guerra, significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi di nuovo. Interrompere oggi il sostegno all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita». L’Ucraina, ha sottolineato il ministro, «ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra o sconfiggere un nemico ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione: un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, favorirebbe al contrario una ulteriore escalation dell’aggressione».

«Emergenza uguale a Gaza»

Il quadro che dipinge Crosetto è dramamtico: l’Ucraina affronta «un’emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, ormai quattro lunghissimi anni. Il Presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farla. Ogni giorno vengono colpite scuole, ospedali, infrastrutture energetiche e reti idriche. Ogni santo giorno da 1.421 giorni. Proviamo solo per un istante a metterci nei panni di chi quella guerra la vive davvero, affrontando uno degli inverni più rigidi d’Europa senza capacità energetica. Oltre il 90 per cento degli attacchi russi colpisce, ricordo, obiettivi civili». 

«Siamo di fronte – ha aggiunto Crosetto – a una tragedia immensa: sono oltre 700.000 le vittime ucraine e, secondo fonti occidentali, oltre 1.200.000 quelle russe, con più di mille soldati russi caduti nelle ultime 24 ore. Numeri che richiamano la Prima guerra mondiale, una tragedia che non si arresta e che oggi pare non vedere la fine». 

«La Russia finge apertura, gli unici disposti a discutere gli ucraini»

La Russia – ha sottolineato il ministro – «non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un giorno: persino un’organizzazione terroristica brutale come Hamas a un certo punto ha accettato una tregua, sospeso i combattimenti e tentato un percorso diverso. Mosca no: nessuna pausa e nessun gesto concreto». Infine, una stoccata alla Russia sulla trattativa:  «Per il regime russo questa guerra è diventata un pilastro di legittimazione interna, fondata sul racconto della restaurazione imperiale ed egemonica, mentre per gli ucraini non è una questione politica, è identità, è sopravvivenza. Dentro questa combinazione di fattori si consuma il dramma di un negoziato che non decolla, mentre i bombardamenti continuano a colpirli. Un dato tuttavia è chiaro, l’unico realmente disponibile a discutere finora è stato l’Ucraina. Dall’altra parte la Russia finge l’apertura. Una soluzione alla coreana o alla cipriota con il congelamento della linea di fronte è sul tavolo da mesi, ma non abbiamo risposte da parte di Mosca, che sta usando il negoziato per temporeggiare e consolidare il territorio».


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15 gennaio 2026 ( modifica il 15 gennaio 2026 | 15:05)