Ue verso debito “perenne” per aiuti a Kiev
Per finanziare l’Ucraina, l’Ue potrebbe dover rendere “perenne” il debito contratto, composto di fatto da eurobond, ovvero titoli di debito comune.
Il prestito da 90 miliardi di euro che l’Ue si appresta a varare per finanziare l’Ucraina nel 2026 e nel 2027, ha ricordato un alto funzionario comunitario, verrà rimborsato da Kiev solo «quando» e (soprattutto, ndr) «se» la Russia avrà pagato riparazioni per le distruzioni che ha provocato con l’invasione dell’Ucraina.
«Non c’è una scadenza precisa per il prestito all’Ucraina, che verrà sottoposto a rollover», ha spiegato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. Comunque l’Ue, ha aggiunto, «si riserva il diritto di usare i flussi di cassa derivanti dai beni congelati alla Russia per ripagare questo prestito». Un’opzione che nel Consiglio Europeo di dicembre non è passata, per via della resistenza del Belgio di Bart De Wever, che avrebbe corso rischi enormi, e del gioco di sponda con l’Italia di Giorgia Meloni e la Francia di Emmanuel Macron, ma che resta comunque sul tavolo, eventualmente, per il futuro.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha avuto cura di sottolineare l’eccezionalità della decisione di emettere debito comune per finanziare Kiev, eccezionalità evidenziata anche dal fatto che si tratta di una cooperazione rafforzata a 24, non di una decisione unanime a 27. «In situazioni straordinarie abbiamo già contratto debito Ue per obiettivi specifici», come in occasione di Next Generation Eu, ha ricordato. E «lo abbiamo fatto anche qui». Anche l’allora cancelliera Angela Merkel, per far digerire Next Generation Eu agli elettori tedeschi, aveva battuto sul concetto che si trattava di una misura “una tantum”, giustificata dalla pandemia di Covid-19.