di
Salvatore Riggio
La Lega serie A invia duemila lettere chiedendo mille euro agli utenti identificati come fruitori di streaming pirata. De Siervo: «Non esistono più zone grigie». Anche Dazn aveva chiesto 500 euro a ottobre
Nuova fase nella lotta contro la pirateria audiovisiva da parte della Lega serie A. In via Rosellini hanno avviato azioni risarcitorie dirette nei confronti degli utenti che hanno seguito partite attraverso piattaforme illegali. «Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma solo di impedire che determinate infrastrutture siano utilizzate per attività illegale — ha detto Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega serie A in un’intervista al Sole 24 Ore —. Stiamo inviando duemila lettere nelle quali chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo consideriamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie».
La strategia si inserisce in una battaglia di lunga data portata avanti dalla Lega contro la diffusione illegale dei contenuti calcistici. Una battaglia fortemente voluta proprio da De Siervo. «La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità — ha concluso l’a.d. —. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione».
Non solo. Anche Dazn in passato ha adottato azioni mirate per contrastare lo streaming pirata e tutelare i propri diritti. Era accaduto a ottobre. La piattaforma streaming, dopo l’indagine della Guardia di Finanza di Lecce, aveva chiesto un indennizzo forfettario di 500 euro «con il formale impegno di non porre in essere ulteriori comportamenti lesivi».
15 gennaio 2026 ( modifica il 15 gennaio 2026 | 17:03)
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