La giovane segretaria era stata massacrata a Chiavari (Genova) il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco, dove lavorava, dalla ex insegnante 56enne, accusata di omicidio volontario aggravato da crudeltà, futili motivi e gelosia
Anna Lucia Cecere, ex insegnante 56enne, è stata condannata a 24 anni per l’omicidio di Nada Cella, segretaria uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari. L’ex insegnante è accusata di omicidio volontario aggravato da crudeltà, futili motivi e gelosia.
I fatti del 1996
La giovane segretaria era stata massacrata a Chiavari (Genova) il 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava. I giudici della corte d’assise, presieduta dal magistrato Massimo Cusatti, hanno condannato anche il professionista a due anni per favoreggiamento. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto l’ergastolo per Cecere (difesa dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini) e quattro anni per Soracco (avvocato Andrea Vernazza).
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Un cold case
Il caso era stato riaperto nel 2021 dopo la rilettura dei vecchi atti da parte della criminologa Antonella Delfino Pesce e dall’avvocata della famiglia Sabrina Franzone. Le altre parti civili sono assistite dagli avvocati Laura Razetto e Giovanni Battista Dellepiane. L’inchiesta era stata affidata dalla pm Gabriella Dotto alla squadra mobile. Quello di Nada Cella, per la procura, sarebbe stato un delitto d’impeto: Cecere avrebbe ucciso la segretaria a perché voleva prendere il suo posto a lavoro e nel cuore di Soracco. Il commercialista e la mamma Marisa Bacchioni (uscita dal processo), invece, avrebbero mentito e coperto la presunta assassina. Lui, che subito dopo l’omicidio era stato il sospettato numero uno, ha sempre negato di avere coperto la Cecere. Il nome della ex insegnante era già emerso all’epoca del delitto. I carabinieri avevano ricevuto alcune segnalazioni e avevano trovato a casa sua i bottoni compatibili con quello trovato sotto il cadavere. Era stata indagata per cinque giorni e poi la sua posizione era stata archiviata.

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Soracco: condanna inattesa e inaccettabile
“Non mi aspettavo questa sentenza, pensavo fosse riconosciuta la mia estraneità. Prendiamo atto della decisione della Corte, andremo al prossimo grado. Ma è inaccettabile”, ha detto Marco Soracco, il datore di lavoro di Nada Cella dopo la sentenza che l’ha condannato a due anni per favoreggiamento. La cugina di Nada, Silvia, unica parente in aula, ha pianto per la commozione. “Dobbiamo leggere le motivazioni – ha commentato l’avvocato di Annalucia Cecere, Giovanni Roffo – sinceramente non riesco a capire come si sia arrivati a questo”. Ad Annalucia Cecere è stata tolta l’aggravante della crudeltà. La richiesta del pm era stata l’ergastolo.