I risultati sportivi dei giocatori italiani, il vertice di un movimento che è oggi, soprattutto nel tennis maschile, un punto di riferimento mondiale, poggiano su un sistema di base che funziona, spiega il direttore dell’ISF. “Oggi abbiamo duemila scuole tennis, duemila vivai rispetto al migliaio di una quindicina di anni fa. In più il Settore tecnico nazionale ha utilizzato la strategia del decentramento, per creare presupposti affinché in tutti i club italiani si possano creare le opportunità per costruire un ambiente virtuoso per i ragazzini talentuosi. Tutto questo di fatto ci ha portato oggi a consolidare ancora di più il rapporto che c’è tra il tennis di vertice e la base”. 

I successi di Sinner e Musetti, Cobolli e Darderi, Errani e Paolini, Vavassori e Bolelli, delle nazionali di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, dichiara Dell’Edera, rappresentano il successo “di sedicimila insegnanti, di duemila scuole, di quattromila circoli affiliati alla federazione. Il successo è dell’intero sistema. E’ su queste basi che poggia lo storico sorpasso in termini di ricavi del tennis sul calcio in Italia, figlio di organizzazione e programmazione di lungo periori.