di
Giuseppe Guastella

Chiara Ferragni dopo la sentenza che l’ha prosciolta dalle accuse per il «Pandoro Gate»

Nello studio dell’avvocato Giuseppe Iannaccone si brinda al risultato del processo che ha ottenuto un’ora prima con il collega Marcello Bana.

Chiara Ferragni, qual è stata la sua prima reazione in aula quando ha sentito che era stata prosciolta?
«Appena ho sentito “articolo 531” ho abbracciato Giuseppe (Iannaccone, ndr), mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava un scena da film».



















































Sa che l’articolo 531 del codice di procedura penale parla della dichiarazione di estinzione del reato?
«Lo so benissimo, come conosco quelli che portano alla condanna».

Ha detto che è stata la fine di un incubo.

«Sono stati due anni in cui tutte le cose che potevano andare male sono andate male, ma ho sempre pensato che ci doveva essere per forza un bel finale perché non c’era nessun elemento per parlare di una truffa».

Da come andata, si può dire che sia stata quantomeno ingenua?
«Eravamo all’apice del nostro successo, erano gli anni in cui ho fatto Sanremo, la serie tv, le maggiori campagne global e progetti benefici molto importanti, perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare nell’operazione del pandoro legata a una piccola operazione benefica dalla quale non avremmo guadagnato un euro in più? Abbiamo sempre pensato che potevamo fare errori, e li abbiamo fatti, ma in buona fede. Il problema è stato non capire che anche una questione del genere potesse avere dei rischi se non gestita bene, mentre io vedevo solo come una cosa positiva il dare un macchinario ad un ospedale. Sì, sono stata molto ingenua. Mi sono comunque presa tutte le responsabilità».
 
Se potesse tornare indietro?
«Mi circonderei di persone con più esperienza. Da business woman, da influencer, da celebrity, farò sempre errori di valutazione. La gente mi vedeva perfetta, ma sono umana anche io, provo sensazioni, però mai nella mia vita mi sarei immaginata indagata e imputata in un procedimento penale. È ciò che più ha mi fatto male. Certo, ci sarà sempre chi vorrà vedere la malafede. Gli hater fanno parte della mia storia».

In due anni solo due interviste all’inizio, una al «Corriere della Sera». Perché?
«Perché avevo paura che qualsiasi cosa dicessi potesse essere usata contro di me. È stata una delle cose più difficili da gestire nella mia vita e l’ho voluta affrontare a testa alta perché sapevo di essere innocente».

Un caso mediatico perché lei è un fenomeno mediatico.
«Una condizione che mi ha dato tanti vantaggi, ma in questo periodo mi ha dato praticamente solo svantaggi».

Si è sentita tradita?
«Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono».

Da essere corteggiata, adulata, da star mondiale ad un certo punto tutto non è stato più come prima.
«C’è chi non ti considera più e parla male di te, ma anche tantissima gente che mi dava energia e diceva “Chiara, mi raccomando, non mollare”. E io rispondevo “No, non mollerò mai”».

Cosa le ha fatto male?
«Prima gli hater dicevano che ero superficiale, ma quando hanno detto che avevo truffato i bambini malati, cosa poteva esserci di peggio? Avevo fatto un errore di comunicazione verso i consumatori, invece davano una rappresentazione di me che era la più lontana dalla realtà».

Cosa ha provato quando si è separata da suo marito Fedez?
«C’è stata una separazione pubblica nell’unico mio momento di bisogno, mi sono sentita completamente abbandonata. Ho sofferto tantissimo».

Chi le è stato vicino?
«La mia famiglia, mia mamma, i miei cari amici, gli avvocati. Le tante persone che mi si avvicinavano, mi raccontavano le loro cose, mi dicevano “Stai tranquilla, vedrai che la giustizia alla fine viene fuori”».

Ora c’è una Chiara Ferragni diversa?
«Molto. Prima il valore era di essere sempre sulla cresta dell’onda, fare progetti di successo, sentire che comunque tutti mi applaudivano. In questi due anni ho fatto un lavoro su me stessa pazzesco perché ho imparato a prendermi cura della mia persona e a credere ogni giorno che la verità sarebbe emersa. Io sono un’eterna positiva, cerco sempre di vedere il bello. Adesso pian piano comincerò a parlare e racconterò senza rabbia cosa sono stati questi due anni. In aula ho stretto la mano al pm Fusco».

Oggi Chiara rinasce?
«Spero che rinasca, ma la persona tutta perfezione di prima con quell’aura, che io non ho mai cercato, ma che evidentemente in qualche modo ho alimentato, non esiste più. Ora sono più consapevole, più attenta e voglio essere più vera. Vorrei che gli altri riuscissero a percepirmi come sono veramente».

La prima cosa che farà?
«Festeggerò, ho detto a tutti i miei amici di venire a casa mia. Staremo insieme, tranquilli. Ora ricomincio a vivere».


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15 gennaio 2026 ( modifica il 15 gennaio 2026 | 17:42)