Il Piemonte continua ad attrarre multinazionali estere, ma non sempre con nuovi insediamenti “da zero”: il 57% delle imprese straniere presenti sul territorio, negli ultimi vent’anni, si è insediato acquisendo aziende già esistenti, valorizzando competenze locali e know-how consolidato. Questa dinamica conferma la qualità delle risorse umane piemontesi, la tradizione industriale e la capacità di innovazione locali, ma mette anche in luce alcune criticità strutturali: burocrazia complessa, costi operativi elevati e procedure amministrative onerose restano ostacoli concreti che le istituzioni cercano di ridurre per rendere il territorio più attrattivo e competitivo.
Freudenberg valuta nuovo insediamento
A conferma del crescente interesse per la regione, il gruppo tedesco Freudenberg, già presente a Pinerolo e Luserna San Giovanni e attivo in guarnizioni, tecnologie di filtrazione, nontessuti, lubrificanti e prodotti per la casa (come Vileda), sta valutando l’area torinese come possibile sede di un nuovo insediamento industriale. Martedì 13 gennaio 2026, il sindaco Stefano Lo Russo ha incontrato i dirigenti del gruppo insieme al presidente dell’Unione Industriali Marco Gay, all’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano e al presidente della Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta. Il progetto potrebbe generare 200 nuovi posti di lavoro, che si aggiungerebbero agli attuali 1.000 addetti delle strutture piemontesi.
Multinazionali in Piemonte: 1300 imprese e 183 mila addetti
Lo stato dell’arte delle multinazionali in Piemonte è descritto dall’indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte: oggi le multinazionali estere presenti sono circa 1.300, con 5.680 sedi e 183 mila addetti. Secondo Massimiliano Cipolletta, «i punti di forza che attraggono le multinazionali sono la capacità innovativa, la qualità del sistema formativo, le infrastrutture digitali, l’eccellenza delle nostre risorse umane e una buona qualità della vita». L’indagine evidenzia che il 76% delle multinazionali prevede di confermare la propria presenza in Piemonte e il 15% di ampliarla, consolidando la fiducia nel tessuto industriale locale.
Criticità per le imprese: burocrazia e costi energetici
Le imprese apprezzano infrastrutture ICT, formazione e qualità della vita, mentre indicano come criticità burocrazia, costi energetici e mercato del lavoro. Un terzo ha registrato nel 2024 un fatturato superiore a 50 milioni di euro. Prevalgono controllanti francesi (20%) e tedeschi (19%), con gli Stati Uniti al primo posto tra i Paesi extraeuropei. «Per queste realtà è essenziale il supporto delle istituzioni, dai servizi di attrazione investimenti all’aftercare, che contribuiscono al radicamento dell’impresa nel lungo periodo» sottolinea Cipolletta.
Ceipiemonte e il modello di attrazione investimenti
«Il Piemonte resta un terreno fertile per gli investimenti esteri: il Ceipiemonte svolge un ruolo fondamentale, dimostrando l’efficacia del “modello piemontese” di collaborazione tra istituzioni», commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.
Automotive, commercio, chimica e aerospazio
Dal punto di vista settoriale, l’automotive resta il comparto più rilevante, seguito da commercio, metalmeccanica, chimica e plastica, con presenze significative anche in aerospazio, ferrotranviario e nautica, confermando la varietà e la solidità del tessuto produttivo piemontese.
Cirio e Tronzano: Piemonte competitivo e attrattivo
Secondo il governatore Alberto Cirio e l’assessore regionale Tronzano, i dati diffusi dagli enti camerali «ci restituiscono l’immagine di un Piemonte credibile, competitivo e capace di attrarre e trattenere investimenti internazionali. Il fatto che oltre nove imprese su dieci confermino o rafforzino la propria presenza è un risultato che nasce da un lavoro costante su infrastrutture, capitale umano, qualità dei servizi e collaborazione istituzionale».