Riunione al Ministero su schema di DM di “Individuazione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte dell’esame di maturità”, in vista delle procedure per la nuova Maturità che partiranno da fine gennaio con la comunicazione della disciplina per la seconda prova e delle 4 materie del colloquio. Italiano è certamente una di queste.

Quali sono gli esiti della riunione odierna sul decreto relativo alle aree disciplinari per la correzione delle prove scritte dell’esame di maturità 2026?

La riunione ha rappresentato il primo confronto sindacale sul nuovo esame di Stato, che tornerà a chiamarsi ufficialmente “esame di maturità”. In particolare, l’incontro si è concentrato sul decreto che ridefinisce le aree disciplinari necessarie per la correzione delle prove scritte. Tale decreto supera quello del 2015, ormai non più adeguato, poiché nel frattempo sono stati introdotti nuovi indirizzi di studio, come il liceo del Made in Italy, e nuovi percorsi negli istituti tecnici e professionali. Il provvedimento aggiorna quindi la suddivisione delle discipline nelle aree di riferimento, tenendo conto dell’attuale assetto ordinamentale del secondo ciclo.

Come sono organizzate le aree disciplinari previste dal nuovo decreto?

Le aree disciplinari restano tendenzialmente due, ma si declinano in modo diverso a seconda dell’indirizzo di studio. In linea generale, vi è un’area di carattere umanistico-letterario e un’area di carattere scientifico o tecnico. In alcuni percorsi, come i licei musicali, l’area scientifica assume una connotazione tecnico-espressiva. Queste aree servono esclusivamente per l’organizzazione della correzione degli elaborati scritti e delle prove d’esame.

Per ciascuna area devono essere presenti due commissari. È prevista una limitata flessibilità per alcune discipline, come Scienze motorie, che possono essere collocate in una o nell’altra area su decisione della commissione.

Il decreto si applica a tutti gli istituti secondari di secondo grado?

Sì, il decreto riguarda l’intero sistema della scuola secondaria di secondo grado: licei, istituti tecnici e istituti professionali. Tiene conto delle recenti innovazioni ordinamentali, come il liceo del Made in Italy, i nuovi istituti tecnici e il rafforzamento del modello 4+2 collegato agli ITS, nonché dei nuovi indirizzi dei professionali. Il provvedimento sostituisce integralmente il decreto del 29 maggio 2015.

Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma dell’esame di maturità?

Le novità più rilevanti riguardano la composizione della commissione, che passa da sei a quattro commissari, di cui due interni e due esterni, e la definizione centralizzata delle discipline d’esame. Le materie oggetto dell’esame saranno quattro e saranno stabilite direttamente dal Ministero, a differenza dello scorso anno, quando le scuole avevano maggiore autonomia nella scelta dei commissari interni. Tra queste quattro discipline rientreranno anche quelle della prima e della seconda prova scritta. Il colloquio orale diventa un elemento imprescindibile: se non viene svolto, l’esame non può essere superato.

Quando saranno rese note le discipline oggetto dell’esame di Stato?

Le quattro discipline oggetto dell’esame di maturità saranno comunicate dal Ministero entro la fine di gennaio. Esse saranno uguali per tutti gli studenti e comprenderanno anche le materie delle prove scritte.

Il colloquio orale subirà modifiche rispetto al passato?

Sì, il colloquio orale assume un peso maggiore ed è considerato obbligatorio. Inoltre, avrà un ruolo più rilevante la valutazione del percorso complessivo dello studente, comprese le esperienze di PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) e le attività di educazione civica, che incideranno in misura più significativa sull’esito finale dell’esame.

È ancora possibile che uno studente si presenti al colloquio senza rispondere alle domande, come avvenuto in alcuni casi negli anni scorsi?

No, la cosiddetta “scena muta” non è più compatibile con il nuovo impianto normativo. Il decreto stabilisce chiaramente che il colloquio è un elemento imprescindibile dell’esame. Un rifiuto di sostenere il colloquio comporterebbe la non validità dell’esame stesso.

Il colloquio verterà esclusivamente sulle quattro discipline individuate dal Ministero?

Il colloquio sarà centrato sulle quattro discipline individuate dal Ministero. Tuttavia, se lo studente intende ampliare il discorso ad altre materie non comprese tra quelle ufficiali, potrà farlo spontaneamente. In ogni caso, i commissari potranno intervenire solo sulle discipline per le quali sono stati nominati.

Sono previste modifiche alle prove scritte?

Al momento non sono previste modifiche alle prove scritte, che restano invariate rispetto alla normativa precedente. Le innovazioni riguardano soprattutto il numero dei commissari, il numero delle discipline oggetto del colloquio e il carattere obbligatorio del colloquio stesso.

Le prove scritte potranno essere “miste” o riguardare discipline atipiche per un indirizzo?

No, questa ipotesi è stata esclusa. Le materie delle prove scritte rientreranno necessariamente tra le quattro discipline individuate dal Ministero. È stato chiarito che non si verificheranno situazioni anomale, come una seconda prova di matematica al liceo classico.

Le materie delle prove scritte saranno incluse anche nel colloquio orale?

Sì, le materie delle prove scritte rientreranno sicuramente tra le quattro discipline del colloquio. Di conseguenza, una delle discipline del colloquio sarà certamente Italiano. Non è invece automatico che discipline affini, come Storia, rientrino anch’esse, poiché il commissario può intervenire solo sulla materia per cui è stato formalmente convocato.

I docenti delle seconde prove saranno commissari interni o esterni?

In linea generale, per ciascuna area disciplinare è prevista la presenza di un commissario interno e di uno esterno. Pertanto, anche per la seconda prova è possibile che la commissione sia composta da docenti sia interni sia esterni, in base all’area di riferimento.

È prevista una griglia di valutazione nazionale per il colloquio orale?

Il decreto di settembre prevede che entro gennaio il Ministero emani le modalità di svolgimento del colloquio. Non è ancora chiaro se verrà trasmessa una griglia di valutazione unica nazionale, ma questo aspetto sarà chiarito con i provvedimenti attuativi attesi entro la fine del mese.

I commissari dovranno seguire corsi di formazione specifici?

Sì, il decreto di settembre prevede l’introduzione di una nuova formazione per i commissari. La riduzione del numero dei commissari, che genera un risparmio di risorse, dovrebbe consentire di finanziare tali percorsi formativi. Al momento, tuttavia, non sono ancora disponibili indicazioni operative sui contenuti e sulle modalità di questi corsi.

La disciplina Inglese sarà obbligatoriamente tra quelle oggetto del colloquio?

No, non vi è alcuna certezza che Inglese sia obbligatorio. Solo con il provvedimento di fine gennaio si conoscerà l’elenco definitivo delle discipline oggetto del colloquio e delle prove scritte.

È previsto un aggiornamento delle indennità per i commissari d’esame?

È una richiesta avanzata con forza, poiché la tabella delle indennità è ferma da circa vent’anni. Considerando i risparmi derivanti dalla riduzione del numero dei commissari, si ritiene necessario e opportuno un aggiornamento economico. La questione è già stata sollevata in sede legislativa tramite emendamenti e continua a essere oggetto di interlocuzione con il Ministero.

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