“Un’azienda che sta andando a gambe all’aria”. Descrivono così la situazione in Atm alcuni lavoratori che si sono radunati in sit-in davanti al deposito degli autobus in viale Sarca, a Milano Nord. Accompagnati dalla pioggia, i dipendenti hanno dato vita a una manifestazione per chiedere che la dirigenza dell’Azienda dei trasporti milanesi ascolti la loro voce. 

Il video della protesta al deposito Atm in viale Sarca

A rappresentarli ed elencare tutte le mancanze aziendali c’erano Claudio Signore e Luigi Battipaglia dell’Al Cobas, l’organizzazione sindacale che ha proclamato la protesta durata 24 ore e che ha coinvolto i lavoratori del gruppo Atm, inclusi quelli di Net, che gestisce il trasporto pubblico a Monza.

Lo sciopero, iniziato ufficialmente alla mezzanotte di giovedì 15 gennaio, ha in parte bloccato la mobilità in città: al mattino diverse linee dei mezzi di superficie sono rientrate in anticipo nei depositi, mentre la metro ha funzionato normalmente; nel pomeriggio, oltre ai bus e ai tram, si sono fermate anche le linee della metro M1 (rossa), M2 (verde) e M4 (blu).

“Da anni subiamo carichi di lavoro insostenibili”

“Ci siamo fermati per riprenderci dignità, diritti, salario, tempo libero”, hanno detto alcuni dei presenti, ricalcando il volantino della protesta. “Da anni subiamo tagli, carichi di lavoro insostenibili, turni ingestibili e un’organizzazione che scarica tutto su chi lavora. Ci chiedono di ‘tenere duro’, mentre peggiorano condizioni, salari, sicurezza e servizi”, hanno spiegato, illustrando le ragioni che li hanno spinti a rinunciare allo stipendio di una giornata.

I lavoratori chiedono “assunzioni vere, non annunci: senza un salario dignitoso, non c’è futuro in Atm per i giovani”. E ancora “stesso lavoro, stessi diritti. In un’unica azienda devono corrispondere stesse condizioni e stesso salario”. Salari che devono essere “adeguati al costo della vita” con “contratti nazionali e aziendali degni di questo nome”.

I lavoratori Atm chiedono 150 euro in più

I lavoratori chiedono 150 euro netti in più al mese a livello aziendale, per tutti e slegati dalla produttività: una cifra che definiscono il minimo sindacale in un’azienda con i bilanci positivi e in costante crescita. Al tempo stesso, i dipendenti chiedono “riduzione dei carichi di lavoro e turni sostenibili. Un’organizzazione del lavoro che rispetti chi manda avanti i servizi”, oltre a maggiori diritti in termini di igiene, salute e sicurezza.

“A primavera si apre il bando per le gare d’appalto di Atm e i lavoratori restano all’oscuro dei ‘nuovi’ progetti. Vogliamo – sostengono i lavoratori in piazza – un’Atm davvero pubblica e l’affidamento in house. Anche l’accordo per le olimpiadi invernali va nella direzione opposta: è l’ennesimo salvagente lanciato da Cgil, Cisl, Uil, Faisa, Ugi, Orsa e Rsu alla direzione aziendale”.