di
Virginia Piccolillo

L’ipotesi del nuovo quesito e l’incognita ricorso. Nuove tensioni tra i due fronti sullo spot dell’Anm

Raggiunto il traguardo delle 500 mila firme. Ora potrà essere depositato il quesito in Cassazione. Ma il comitato di 15 avvocati e giuristi che ha lanciato l’iniziativa invita a continuare a sottoscrivere: «Dimostriamo anche coi numeri la forza delle ragioni del No».

Un quesito per il referendum confermativo che prevede un sì o un no alla riforma già c’è, ma quello «nuovo» specifica le leggi soppresse. Quindi, quale sceglierà la Cassazione? Per di più, contro la decisione del Consiglio dei ministri di fissare la data il 22-23 marzo, i 15 hanno presentato un ricorso che il Tar esaminerà il 27 gennaio. Secondo il ministro Nordio «è un ricorso inutile». «Mostra che le persone vogliono partecipare», obietta la dem Debora Serracchiani.



















































Intanto fa discutere la denuncia presentata dal comitato Pannella, Sciascia, Tortora per il Sì alla separazione delle carriere, contro il comitato GiustodireNo sostenuto dall’Anm. E contro i responsabili del manifesto che recita: «Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Vota Sì». Notizie false e tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico punite dall’articolo 565, secondo il penalista Valerio Spigarelli e il giurista Giorgio Spangher.

 Entrambi hanno scelto la via della denuncia, come aveva suggerito l’avvocato Raffaele Della Valle, per dare vita a «un’iniziativa provocatoria, nata per far rumore contro le balle dell’Anm — hanno spiegato in una conferenza al Partito radicale — e per riportare la discussione sui contenuti della riforma che non viola l’indipendenza della magistratura». I due hanno respinto l’accusa di «censura» formulata ieri dal segretario Anm, Rocco Maruotti: «Pannella si starà rivoltando nella tomba, è la dimostrazione che il fronte del Sì sente il fiato sul collo dei cittadini che non vogliono la riforma, alle cui parole il messaggio è ispirato». Il presidente del comitato Spangher: «Nei convegni mi confronto con tutti. Ma se sui manifesti scrivono cose false come lo contrasto?». E Spigarelli: «Non guardate il dito, ma la luna: la propaganda volgare che fa l’Anm. Noi penalisti potremmo mai essere così stupidi da volere magistrati non indipendenti?». Ma il fronte del Sì si spacca: alcuni sono contrari alla denuncia.

Enrico Costa (FI) pensa che «il livello debba restare politico». Contro i manifesti anche Antonio Tajani: «Se avessimo voluto sottomettere la magistratura alla politica, avremmo inventato la figura del giudice elettivo». Sulla riforma Marina Berlusconi sembra intenzionata a non partecipare a eventi pubblici per il Sì. Incontrerà Letizia Moratti, Roberto Occhiuto e lo stesso Tajani. Ma il 25 gennaio, giorno della discesa in campo del padre e avvio della campagna referendaria a Milano, non sarà presente.


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15 gennaio 2026