Paolo Bertolucci non ha bisogno di presentazioni. È stato un ottimo singolarista e un gran doppista, in campo e fuori, accanto ad Adriano Panatta e oggi è un apprezzato commentatore. Mai banale e sempre attento agli sviluppi del tennis italiano e mondiale anticipa i temi del primo Slam di stagione per il quale è ormai iniziato il classico conto alla rovescia. Tutti stanno scaldando i motori, con allenamenti, esibizioni, competizioni ufficiali nei calendari Atp e Wta.
Il numero tre? Neanche con il binocolo
Che Australian Open si aspetta? “Prevedo parlando del torneo maschile una gara molto intensa e particolare. È il primo appuntamento Slam dell’anno e apre la strada al Grande Slam. Una lotta, quella di Melbourne, che in linea di massima avrà quali principali protagonisti Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Tutti e due sono più avanti rispetto alla concorrenza e un vero numero tre al momento non si riesce a scorgere neppure con il binocolo. Zverev è un po’ in affanno e Djokovic sta già facendo dei miracoli. Poi c’è Musetti, salito con merito tra i top five. Lo segue De Minaur che giocherà in casa ma non credo possa avere reali opportunità di successo contro i due primi della classe. Salvo impedimenti fisici o la classica giornata nera nella quale anche Sinner e Alcaraz possono incappare non immagino gli Australian Open che stanno per prendere il via senza almeno uno di loro due in finale”. La programmazione sia di Sinner che di Alcaraz e di altri big del circuito non ha previsto tornei di preparazione, ma solo esibizioni o eventi collaterali. Giusta la scelta a suo parere? “Non è la prima volta che succede e ritengo la scelta oculata. La stagione è molto lunga e partire con il piede giusto è fondamentale. Anche Djokovic ha quasi sempre fatto la stessa cosa, soprattutto in vista di Wimbledon, eppure questo non lo ha mai limitato. Sinner e Alcaraz anche in tale ambito sono avanti a tutti. Ovvio che chi insegue sia costretto a cercare punti in classifica”.
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